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Basket | 04 dicembre 2022, 12:43

LA PARTITA - Quel Sorpasso del Poz alla Virtus, in una sfida come oggi. Tutti a Masnago, casomai si scrivesse la storia

Mente chi dice che questa Openjobmetis sia in grado di produrre miracoli: la verità è che non lo sappiamo ancora. Ma stasera, palla a due ore 19, contro la Segafredo tutto è ancora una volta apparecchiato per il mito. Il bello? Varese sarà se stessa ed è pronta a tutto

Foto Fabio Averna

Foto Fabio Averna

Un piccolo toro, perennemente ossessionato dal rosso quando trottava sul parquet. Questo era Gianmarco Pozzecco da giocatore, soprattutto in quel fatidico anno di fine secolo. Appena transitata la metà campo iniziava a puntare tutti i toreri sulla sua strada, chiunque essi fossero: palleggi, crossover, finte, cambi di mano… finché quelli non perdevano l’equilibrio. Allora ecco l’accelerazione, a lasciarsi indietro definitivamente l’avversario, poi la coordinazione aerea nel proiettarsi al canestro, eludendo qualsivoglia aiuto o tentativo di stoppata.

Ci siamo svegliati con un’immagine questa mattina. Un Varese-Virtus del 98/99, non ricordiamo se fosse stagione regolare o semifinale playoff, in cui il Poz ne fece proprio una del genere. Superato il pari ruolo, si trovò davanti quel fascio di muscoli proiettato al cielo che rispondeva al nome di Radoslav Nesterovic, uno che poi avrebbe avuto una discreta carriera anche in NBA. Corpo contro corpo, in aria. A finire per terra, contrariamente alla logica, fu il centro serbo: canestro, fallo e urlaccio di Gianmarco in piena trance agonistica sul malcapitato ancora steso stecchito sul parquet, nel delirio di Masnago.

Nessuno lo sapeva ancora, ma quella giocata segnò un passaggio di consegne. Segnò il Sorpasso.

Sono trascorsi quasi cinque lustri e auspicare un Sorpasso, oggi, appare fuori luogo, sia da un punto di vista scaramantico, sia per tutto il resto. Quanta strada deve ancora fare la bella Varese di Matt Brase per entrare davvero nei sogni più indicibili dei tifosi biancorossi… È troppo presto. E i miracoli, contrariamente a quanto di solito si sostiene, non accadono mai per caso. Lo rivela il senno di poi. 

Mente chi dice che questa Openjobmetis sia in grado di produrre miracoli: la verità è che non lo sappiamo ancora.

Eppure gli elementi per scrivere il mito ci sarebbero anche stavolta: la sfida, la velocità, la consapevolezza della propria identità, il palazzetto pieno, quell’aria strana che ti porta a non vedere l’ora che arrivi una partita e che, se ci pensi, ti mette i brividi.

Stasera, alle 19, come allora, sarà Varese a sfidare. Più piccola, incommensurabilmente più povera, non quotata. Lo farà correndo, come allora, l’unica dimensione che conosce nel suo incedere. 

Dice o scrive: sì ma la Virtus ha Teodosic (forse…) Belinelli, cinquantadue tra lunghi e mezzi lunghi e non concede nemmeno 70 punti agli avversari… E chissene: questa Varese, come quei Roosters, sa giocare solo in un modo. E così farà anche oggi, comunque vada.

È questo che cambia l’orizzonte: stavolta non siamo qui a chiederci quale cataclisma debba accadere affinché i nostri eroi possano rimanere in partita contro i campioni… Stavolta ci domandiamo come reagirà Bologna davanti a un qualcosa che finora ha spaesato tutti, consapevoli - certamente - che possano arrivare anche risposte molte crude.

Non è importante. Importante è il sold out, il secondo consecutivo. Importanti sono le code dei tifosi sotto la pioggia, ieri, per accaparrarsi un tagliando diventato improvvisamente prezioso, quasi vitale.

Bisogna esserci, stasera a Masnago. Casomai venga scritta la storia.

 

OPENJOBMETIS VARESE-SEGAFREDO VIRTUS BOLOGNA (ore 19, Lino Oldrini)

VARESE: 4 Ross, 8 Woldetensae, 10 De Nicolao, 12 Reyes, 13 Librizzi, 18 Virginio, 21 Ferrero, 22 Brown, 30 Caruso, 41 Owens, 92 Johnson. All.: Brase.

BOLOGNA: 1 Mannion, 2 MArtini, 3 Belinelli, 6 Pajola, 7 Bako, 14 Jaiteh, 19 Lundberg, 23 Hackett, 25 Mickey, 29 Camara, 34 Weems, 00 Cordiner. All. Scariolo

Arbitri: Baldini, Giovannetti, Borgo.

TV: diretta streaming dalle 18.55 su Eleven Sport 

Fabio Gandini


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