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Territorio | 28 novembre 2022, 09:25

La madre di Giada e Alessio, uccisi dal padre a Mesenzana: «La forza di sopravvivere al mio immenso dolore arriva dai miei bambini»

Ieri a Luino le parole della mamma che ha perso i figli a marzo: «Credo che la giusta informazione sia fondamentale per aiutare chi si trova in situazioni di difficoltà e di pericolo. Il buio esiste ma dobbiamo sapere che non siamo sole». L'avvocatessa Sisti: «Un fondo per le vittime di violenza»

(foto Francesco Marmino da LuinoNotizie.it)

(foto Francesco Marmino da LuinoNotizie.it)

«Sono qui oggi (ieri, ndr) perché credo che la giusta informazione sia fondamentale per aiutare chi si trova in situazioni di difficoltà e di pericolo. Non deve essere lasciato nulla al caso: il buio esiste ma dobbiamo sapere che non siamo sole. Spero che questo incontro possa essere d’aiuto a molte donne che non sanno come affrontare determinate situazioni».

Con queste parole di Luana Vivirito, mamma di Giada e Alessio, bambini uccisi dal padre Andrea Rossin nello scorso marzo a Mesenzana, si è concluso l’incontro di ieri pomeriggio a Palazzo Verbania, dal titolo “Follia… Omicida e il diritto di vivere!”, organizzato dall’associazione “GEA Genera Autostima”, condotto dall’avvocatessa Alessandra Sisti e dall’avvocato Furio Artoni.

«C’è stata data solo una vita e dobbiamo cercare di viverla al meglio – ha continuato Luana -. Io sono convinta che la forza di sopravvivere al mio immenso dolore arrivi dai miei bambini: mi sveglio al mattino con la consapevolezza di vivere questa vita anche per loro e con la speranza che eventi come quello di oggi possano aiutare altre donne. Voglio ringraziare tutte le bellissime persone che ho conosciuto in questi mesi e che mi stanno vicino: mi fanno credere che Giada e Alessio non verranno mai dimenticati e che resteranno sempre nel cuore di tutti».

Interessante lo svolgimento dell’incontro, nel quale è stato messo in scena tutto ciò che è costretta a vivere una donna che ha un malsano rapporto con il proprio marito, che successivamente sfocia in violenza. Il ruolo della donna è stato interpretato dalla dottoressa Laura Franzetti, la quale si rivolge prima al farmacista, il dottor e sindaco Enrico Bianchi, e dopo al proprio medico di base Alfonso Urbani.

È stato poi il dottor Urbani a suggerire alla donna di appoggiarsi al sostegno e al supporto della psicoterapeuta Sabrina Sozzani, la prima a capire nel dettaglio la situazione familiare, e dell‘avvocatessa Barbara Urbani, la quale la ha invitata a rivolgersi alle forze dell’ordine per denunciare.

A rappresentare i carabinieri il comandante della Stazione di Luino, il maresciallo Roberto Notturno, che nel suo intervento ha parlato di casi di violenza e stalking in questi ultimi giorni nella città lacustre. Poco prima era stato il nostro direttoreAgostino Nicolò, a spiegare le disposizioni deontologiche, imposte dall’Ordine dei Giornalisti, per trattare questo tema negli articoli, raccontando l’esperienza personale in questi anni di attività giornalistica sul territorio.

Tutti gli ospiti coinvolti hanno interpretato la loro parte, cercando di aiutare la donna vittima di violenza, dando utili consigli a tutti i presenti in una sala “Giovanni Reale” gremita, soprattutto di giovani, che si sono fatti coinvolgere e hanno ascoltato attentamente lo svolgersi dell’evento.

A chiudere l’iniziativa è stata l’avvocatessa Alessandra Sisti, che ha chiesto il sostegno dell’unica figura istituzionale presente in sala, il sindaco Enrico Bianchi, nel chiedere al Parlamento di «istituire un fondo dedicato solo alle vittime di reati violenti, e ai loro familiari, diversificandoli dai fondi per i familiari di vittime di mafia, messi a bilancio nelle competenze del Ministero dell’Interno. Sarebbe fondamentale per tutta la popolazione».

da LuinoNotizie

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