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Salute | 25 novembre 2022, 22:44

Un “punto soccorso” per dare sollievo al Pronto soccorso. Al Sant’Antonio Abate di Gallarate

È la proposta di Partito Democratico, Città è vita, Obiettivo comune Gallarate e Lista Silvestrini sull’esempio di quanto sta avvenendo all’ospedale di Abbiategrasso. In sintesi: codici più lievi smistati a personale esterno, con sgravio dei carichi di lavoro per quello ospedaliero

Da sinistra, Cesare Coppe (Cèv), Michele Bisaccia (Lista Silvestrini), Anna Zambon (Pd), Massimo Gnocchi (Ocg), Giovanni Pignataro (Pd)

Da sinistra, Cesare Coppe (Cèv), Michele Bisaccia (Lista Silvestrini), Anna Zambon (Pd), Massimo Gnocchi (Ocg), Giovanni Pignataro (Pd)

«Abbiamo ragionato su una notizia relativa all’ospedale di Abbiategrasso, dove è stato organizzato un punto di primo soccorso in affiancamento al Pronto soccorso, con appalto a una società esterna. Ci chiediamo se si possa replicare anche a Gallarate. Fra l’altro, se guardiamo i dati relativi ai carichi di lavoro nelle strutture di Saronno, Gallarate e Busto, vediamo che le giornate da “bollino nero” sono nettamente superiori a Busto e, soprattutto, a Gallarate. Una situazione drammatica. Coincidenza? Forse. Ma forse influisce il fatto che Saronno, dove le cose vanno meglio, non è toccata dalla questione ospedale unico. Segnaliamo senza mozioni, in ottica dialogante. Ma qualcosa bisognerà pur farci venire in mente per migliorare la situazione».

Ragionamento sviluppato con la stampa da Giovanni Pignataro, Partito Democratico, cui è seguito l’intervento di Michele Bisaccia, consigliere della Lista Silvestrini e medico: «Bisogna aiutare il Pronto Soccorso per offrire un servizio più adeguato ai gallaratesi e frenare l’emorragia di personale nei due ospedali di Busto e Gallarate. Allo stato, molti specialisti fanno troppi turni in Pronto Soccorso. Questo, presumibilmente, è uno dei motivi per cui i bandi vanno deserti. Oppure i medici se ne vanno dopo poco tempo. Lo strumento più semplice per il Pronto Soccorso è sgravare dai cosiddetti accessi impropri (codici bianchi e verdi). Il classico triage resterebbe strumento unico di smistamento ma i codici più lievi sarebbero assorbiti  da personale extra». Proveniente da dove? «Potrebbero essere di una società esterna, pagati “a gettone”, come sembra avvenga ad Abbiategrasso, o medici di famiglia, già impiegati per le vaccinazioni anti Covid. O ancora medici Usca – Unità speciali di continuità assistenziale. Probabilmente se il Pronto soccorso è a questi livelli è perché la medicina territoriale non c’è. Se si vuole l’ospedale Busto – Gallarate, prima bisogna potenziare il territorio».

In linea Massimo Gnocchi (Ocg): «Su questa proposta ci siamo subito ritrovati. Lo ribadisco,con spirito collaborativo e il desiderio di non sovraccaricare il Consiglio comunale di altre discussioni, anche sapendo che questa potrebbe non essere materia di Consiglio. Ma le segnalazioni che ci arrivano sono preoccupanti e la situazione potrebbe peggiorare».

Parola chiave usata da Bisaccia: «Ci rendiamo conto che quello che stanno sperimentando ad Abbiategrasso si può definire una “pezza”. Ma la situazione è tale che bisogna iniziare anche a pensare alle pezze».

Costi? Pignataro: «Attenzione, Regione Lombardia dice che mancano medici, le risorse dice di averle».

Stefano Tosi

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