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Salute | 20 novembre 2022, 20:00

VIDEO. La Dolce Vita: un corretto stile di vita è la miglior cura del diabete

All’ospedale di Busto Arsizio, medici dello sport e diabetologi hanno spiegato come un corretto stile di vita sia essenziale per la prevenzione e la cura del diabete

VIDEO. La Dolce Vita: un corretto stile di vita è la miglior cura del diabete

Elisabetta Bombaglio, presidente dell’associazione La Dolce Vita associazione Diabetici Valle Olona, fondata nel 2013, ha voluto fortemente un incontro pubblico  all’ospedale di Busto Arsizio. L’obiettivo era divulgare un messaggio importante: un corretto stile di vita può aiutare fortemente le persone affette da diabete. Per questo, ha organizzato il convegno, in cui hanno parlato diversi medici ed è stato presentato un importante progetto dell’Associazione. 

Il primo intervento è stato quello di Serena Martegani, medico dello sport. «L’attività fisica svolta con regolarità e costanza – ha spiegato – soprattutto l’attività fisica di carico adeguato, porta notevoli benefici alla salute dell’organismo».  Ha sottolineato che il movimento è vantaggioso anche per chi non è affetto da patologie, ma per le persone che hanno malattie come il diabete può addirittura alleviarle e migliorare la qualità di vita.

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È necessario che il carico dell’attività fisica sia adeguato. La dottoressa consiglia un’intensità moderata, condotta con il massimo ritmo a cui si riesce a chiacchierare, soprattutto per chi è affetto da diabete. Questo non vuol dire che chi ne soffre non possa diventare un atleta agonista: si può, basta chiedere al proprio medico come comportarsi.

È ideale un allenamento che combina attività aerobica, esercizi per la flessibilità e per la tonificazione dei muscoli.

È intervenuto Paolo Rumi, medico del sport specializzato in endocrinologia e diabetologia. Ha spiegato che qualsiasi attività fisica – a partire dalla passeggiata con il cane fino agli sport estremi – è utile sia nella prevenzione sia nella cura del diabete. «È importante che, in qualche modo, ci debba essere una rete che metta in comunicazione le persone che desiderano muoversi, una rete fatta di strutture e di professionisti che abbiano competenze e voglia di muoversi in questo contesto», ha sottolineato.

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Quello che vorrebbe il dottor Rumi è «cercare di creare una rete dove tutti siano attivi e partecipativi», tenendo conto che mettersi in movimento è complesso per l’organismo, quindi, in questa rete, servono degli esperti che possano guidare chi ha il diabete, soprattutto chi non pratica attività fisica. Si devono fare le cose in modo graduale. Dopo aver affrontato esercizi di base per un certo tempo, si può passare ad affrontare una fatica più intensa, ma occorre una terapia adeguata e si deve discuterne con il medico, perché ogni individuo ha necessità particolari.

 

Ha preso la parola il dottor Paolo Erpoli, specializzato in endocrinologia e diabetologia, che ha paragonato la terapia del diabete ad uno sgabello con tre gambe: movimento, dieta corretta e farmaci, tutte e tre ugualmente necessarie. Nel diabete di tipo 2 l’esercizio fisico è una vera e propria terapia: serve tanto quanto i farmaci; in quello di tipo 1 l’attività riduce la necessità di iniettarsi insulina.

Ha poi consigliato delle scarpe adatte all’esercizio fisico, studiate per apposite esigenze, tra cui quelle dei diabetici.

 

Ha parlato anche il dottor Ivano Franzetti, diabetologo, che ha presentato uno dei possibili rischi a cui è esposto un soggetto in terapia insulinica se pratica uno sport in modo inadeguato: l’ipoglicemia. Ecco perché occorre discutere dello sport che con il diabetologo.  Ha poi presentato il glucagone nasale, in formato spray, indicato come trattamento per l’ipoglicemia severa. È più semplice da usare rispetto a quello che era commercio in precedenza, che doveva essere iniettato e conservato in frigorifero. 

 

La promozione dell’attività fisica per i diabetici ad opera de La Dolce Vita non si limita ad incontri o a passeggiate organizzate: l’associazione ha partecipato a un bando nazionale per avviare allo sport i ragazzi affetti da diabete o con leggere disabilità intellettive. In collaborazione con la squadra Oxygen Triathlon, è stato posto l’obiettivo di questo progetto – in via di approvazione e di finanziamento – per permettere ai giovani di allenarsi e di essere seguiti da diabetologi, nutrizionisti, psicologi medici dello sport. Marco Mazzara, presidente del Team: «Anche chi è affetto da diabete può porsi un obiettivo, e può raggiungerlo».

 

 

Alessia Martignon

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