Territorio - 12 novembre 2022, 08:32

La protesta dei frontalieri: «Traffico insostenibile tra Ponte Tresa e Bioggio, un'ora per fare 8 chilometri»

Il problema della viabilità arriva tra i banchi del parlamento ticinese, grazie ad una interrogazione sulla criticità e sui fondi stanziati. «Da decenni si parla di soluzioni, nulla è stato realizzato»

Circa un’ora di coda per percorrere otto chilometri di strada. E’ questo l’incubo pressoché quotidiano dei lavoratori frontalieri che percorrono in auto la fascia di confine situata tra Bioggio e Ponte Tresa, che è direttamente connessa alla situazione dei valichi di Fornasette, Cremenaga e Lavena Ponte Tresa, porte di accesso al territorio dell’alto Varesotto. Un incubo che riguarda anche chi risiede all’interno della stessa fascia.

Il tema preoccupa la politica ticinese e, recentemente, è stato oggetto di una interrogazione presentata dal deputato Fabio Schnellmann (Partito liberale radicale) al parlamento del Cantone. Documento nel quale il politico riassume la problematica e rilancia sulle possibili soluzioni, per conoscere lo stato di avanzamento di tutte le opere che sono già state finanziate per affrontare la criticità del traffico in questa zona di confine tra Svizzera e Italia, precisando però che «da decenni si parla di possibili soluzioni ma, ad oggi, nulla è ancora stato realizzato».

I fondi già messi a sistema, e quelle preventivati, ammontano a diverse centinaia di milioni di franchi e riguardano interventi come ad esempio la tappa prioritaria della rete tram treno nel Luganese e un articolato piano di intervento per il Basso Malcantone e la circonvallazione Agno/Bioggio.

«A che stadio sono i vari progetti in corso per migliorare la mobilità del Malcantone?», domanda il deputato; e poi ancora: «Quali sono le strategie e le priorità del Consiglio di Stato per risolvere, finalmente ed in modo definitivo, il problema della viabilità nella regione?». Con un ulteriore focus, infine, sulle tempistiche e sui costi delle opere infrastrutturali prospettate.

Un argomento, con problematiche annesse, che è attuale anche sul versante opposto del confine, dove le amministrazioni comunali si stanno muovendo da tempo per fronteggiare il traffico intenso generato in larga parte dagli spostamenti dei frontalieri, ma anche per favorire un ricorso sempre più massiccio alla mobilità sostenibile e dunque ai collegamenti offerti in questo senso dal territorio.

A Lavena Ponte Tresa, ad esempio, è stata avviata la costruzione di un nuovo parcheggio nella sede della ex Asl, mentre a Luino la collaborazione “interreg”, tra Ticino e alto Varesotto, ha portato alla realizzazione del parcheggio smart border in zona stazione e proseguirà con altre iniziative per ridurre l’utilizzo dell’automobile negli spostamenti quotidiani.

Da Luinonotizie.it