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Sport | 19 ottobre 2022, 08:08

Forbes: «L'Australia scelse Gavirate preferendola ad altre quattro località. Merito del canottaggio e di chi credette nel progetto»

Il direttore uscente dell'Australian Institute of Sport-European Training Centre, ospite del Panathlon di Varese, ha ricordato la storia della nascita del centro che ha dato lustro mondiale alla provincia di Varese

Forbes: «L'Australia scelse Gavirate preferendola ad altre quattro località. Merito del canottaggio e di chi credette nel progetto»

In lizza c’erano Ostia, St. Etienne in Francia, Aix les Bains, sempre in Francia, e Vittoria Gastez, nei Paesi Baschi. 

Con loro se la vide Gavirate per ottenere il privilegio di ospitare quella che è diventata una delle strutture sportive internazionali più rinomate e ha dato lustro mondiale alla provincia di Varese, aprendo un percorso che promette - vedi la famiglia Pelligra interessata agli investimenti nell’area sportiva di Masnago e di riflesso nella Pallacanestro Varese - di raggiungere altre mete in futuro.

Lo ha raccontato ieri sera - forse per la prima volta - Warwick Forbes, direttore dell’AIS-ETC (Australian Institute of Sport-European Training Centre), in una conviviale organizzata dal Panathlon di Varese del quale è egli stesso socio.

Significativo e istruttivo ricordare le tappe che hanno portato l’Australia a scegliere Gavirate e il Varesotto per un centro di allenamento e ricerca nel quale il Governo australiano investe quasi 3 milioni di euro l’anno per costruire i risultati prestigiosi dei suoi atleti (il 50% canottieri, ma l’AIS-ETC è stato finora al servizio di ben 21 discipline sportive).

L’idea di aprire «una casa lontano da casa» risale addirittura al 1986 e - ha ricordato Forbes, ex ginnasta olimpionico e allenatore nella stessa disciplina - fu definita dai maggiorenti dello sport australiano inizialmente «ridicola». Quindici anni dopo, era il 2001, nuovi vertici sia al Ministero che all’AIS, il progetto venne tirato fuori dal cassetto.

Ma come si arrivò in riva al lago di Varese, preferendola alle altre candidate? Decisiva fu in primis la sua predisposizione al canottaggio, visto che la nazionale dei canguri frequentava il nostro bacino già dal 1992. Ma lo furono anche i proficui contatti con le istituzioni e gli imprenditori: Forbes ha ricordato Aldo Sassi, della Mapei Sport Service, la Provincia di Varese, Giorgio Squinzi e il professor Samuele Marcora. La vicinanza dell’aeroporto di Malpensa fece il resto.

Gavirate venne prescelta nel 2005, i lavori iniziarono nel 2007 e il centro venne inaugurato il 3 marzo del 2011, alla presenza di decine di personalità istituzionali. Sindaco del paese lacustre era all’epoca Felice Paronelli, oggi presidente del Panathlon: il direttore dell’AIS-ETC ne ha ricordato la preziosa opera, non priva di ostacoli (denunce poi archiviate, esposti finiti nel nulla, polemiche politiche continue) ma determinata a recare a compimento un progetto che avrebbe cambiato la storia di Gavirate e quella della provincia di Varese.

Ragionando sulle tempistiche - dal 2001, alba del progetto, al 2011, anno di inaugurazione, sono trascorsi dieci anni - e sulle difficoltà appena descritte, viene spontanea una riflessione: cambiamenti epocali come quello che i “nuovi australiani” vorrebbero rendere realtà a Varese potrebbero non essere rapidi a manifestarsi e nemmeno facili. Occorre pazienza, occorre lungimiranza e occorre coraggio: la storia che abbiamo raccontato insegna.

Il domani di certo si chiamerà ancora AIS-ETC: il contratto con la Provincia di Varese scadrà nel 2032. Nel mirino di Forbes - che però a dicembre 2022 lascerà posto a una nuova direttrice - c’è la sostenibilità ambientale: il centro gaviratese investirà presto nelle energie rinnovabili e nei trasporti green. 

F. Gan.

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