Partiranno a novembre e dureranno fino a maggio i due progetti di collaborazione di Fondazione Monsignor Comi con il Liceo Scientifico Sereni e l’Agenzia Formativa di Luino.
L’iniziativa con il Liceo Sereni vedrà coinvolti 38 studenti delle classi quarte, indirizzo Scienze Umane, che si alterneranno a rotazione in piccoli gruppi, durante la settimana, suddivisi nelle due strutture: Casa Albergo e Struttura Protetta.
Affiancheranno gli educatori e gli operatori socio sanitari; entreranno nel vivo delle fragilità in un percorso educativo concreto, conoscendo tutti gli aspetti professionali ed umani che una RSA può offrire. Gli studenti potranno proporre e condividere anche attività educative specifiche, nell’ottica dello “scambio intergenerazionale”, dove si sentono più portati.
Coloro che suonano uno strumento potranno cimentarsi all’interno di specifici momenti, chi ha più estro potrà affiancare gli animatori in momenti ricreativi per gli anziani. Anche coloro che non sono ancora vaccinati, e che quindi non potrebbero accedere al Comi per la normativa Covid, avranno la possibilità di collegarsi on line e creare momenti di intrattenimento ed interazione con gli ospiti.
Il progetto con l’Agenzia Formativa di Luino (CFP) coinvolgerà i ragazzi del corso di Falegnameria, gli operatori per le Coltivazioni Arboree, gli operatori per la Ristorazione ed quelli per il Servizio Sala e Bar.
Guidati dall’insegnante la classe degli Operatori per le Coltivazioni Arboree verrà due volte al mese per degli interventi specifici di riqualificazione e mantenimento del Giardino Alzheimer e delle aree verdi della Fondazione. Inoltre forniranno alcune piante per la creazione di due orti di cui si prenderanno cura gli anziani del Comi.
I ragazzi del corso di Falegnameria prepareranno delle cassette in legno rialzate per l’ortoterapia.
La collaborazione con il corso di Ristorazione e Sala Bar sarà invece esternalizzato alla RSA: due volte al mese, a rotazione, si darà la possibilità a 10 ospiti del Comi di pranzare presso la mensa interna al CFP, serviti da giovani camerieri e con un diversificato menu speciale, realizzato da provetti cuochi. Il tutto sempre sotto l’attenta guida dei docenti.
Gli ospiti verranno accompagnati e seguiti dal personale della Fondazione e sarà data la possibilità anche ai famigliari di pranzare insieme ai loro cari in questo contesto speciale.
Inoltre alcuni ragazzi dei corsi di Sala Bar e Ristorazione potranno fare degli stage nelle cucine ai piani della Casa Albergo e della Struttura Protetta, aiutando nella distribuzione dei pasti e accudendo con piccole attenzioni i nostri nonni durante la preparazione delle postazioni per il pranzo.
Quando poi le normative Covid lo permetteranno si avvierà anche il coinvolgimento delle Operatrici dei corsi di Acconciatura ed Estetica per momenti di cura dedicati agli ospiti del Comi.
«Un progetto di collaborazione a cui teniamo molto perché riteniamo sia un modo per stabilire un contatto tra due generazioni diverse una dall'altra per età, ma che possono portarsi reciprocamente dei benefici. Da una parte la figura dell'anziano come risorsa di informazione ed esperienza; dall'altra giovani studenti che attraverso un percorso formativo all'interno della struttura, possono portare una ventata di freschezza tipica dell'età giovanile conoscendo la realtà dei servizi offerti ai nostri ospiti ed entrando in contatto con il mondo del lavoro. Questo incontro tra generazioni diverse ha tra gli obiettivi generare una cittadinanza attiva che si interessa delle diverse realtà e che si mette a disposizione. La Fondazione Comi quindi vista non solo come realtà che ospita, ma che si apre per favorire lo scambio di collaborazioni utili alla cittadinanza. Cogliamo l'occasione per sentitamente ringraziare le scuole che hanno aderito e tutto il nostro personale che si è adoperato per la realizzazione e la riuscita del progetto» commenta il cavalier Alberto Frigerio, vicepresidente della Fondazione Comi.
«Gli obiettivi di queste iniziative sono molteplici: oltre a creare un ponte intergenerazionale per valorizzare e stimolare la figura dell’anziano, i ragazzi potranno entrare in contatto con il mondo del lavoro e conoscere direttamente la realtà dei servizi: utenza, attività, setting, professionisti, organizzazione operativa, procedure, tecniche d’intervento, approcci comunicativi. Questa apertura così ampia alle scuole è un segno chiaro di quanto Fondazione Comi vuole integrare ed integrarsi nella Comunità, mettendo a disposizione opportunità di crescita per i giovani in condivisione con un netto miglioramento della percezione del mondo da parte dei nostri anziani. È un’esperienza formativa unica per i nostri ospiti e per questo voglio ringraziare le professoresse Silvia Sonnessa e Chiara Crestani del Liceo ed il Dott. Silvano Zauli del CFP» sottolinea Danilo Benecchi, direttore generale della Fondazione Mons. Comi.
«Ci siamo lasciati alle spalle due anni in cui i nostri ragazzi hanno rischiato di assumere un ruolo passivo con gli stimoli che la nostra Comunità offriva loro. Privati di molte delle attività quotidiane e ridotte le relazioni al minimo, molti hanno perso la spinta emotiva a vivere attivamente il proprio territorio. Lo vediamo nella crisi della partecipazione al volontariato da parte dei giovani o nell’apatia verso un impegno sociale che spesso i nostri figli hanno. La collaborazione con il Liceo ed il CFP è una possibile soluzione oltre che una bella opportunità. Credo inoltre sia solo l’inizio di un approccio più strutturato e diverso rispetto al passato che vogliamo abbia Fondazione Comi. Aprirsi al territorio, alle sue realtà, coinvolgere le nuove generazioni e far toccare con mano le fragilità. Contribuire ad un percorso educativo importante, offrendo un momento di crescita straordinario agli studenti delle scuole luinesi» dichiara Pierfrancesco Buchi, responsabile Affari Generali e Relazioni per Fondazione Comi.