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Busto Arsizio | 05 ottobre 2022, 12:51

Prevenire le molestie sui luoghi di lavoro si può anche con un film. E l'aiuto dei giovani

Presentato questa mattina il progetto a cura di Confcommercio, con il supporto dell’Istituto Cinematografico Antonioni a Busto Arsizio. Il cortometraggio si chiamerà “Le dita”. La sceneggiatura sarà di Giacomo Cereghini

Prevenire le molestie sui luoghi di lavoro si può anche con un film. E l'aiuto dei giovani

È stato presentato questa mattina il progetto “Prevenzione molestie sui luoghi di lavoro” a cura di Confcommercio, con il supporto dell’Istituto Cinematografico Antonioni a Busto Arsizio.

Un’idea nata da “Terziario Donna” che, confrontandosi con la scuola, ha progettato un concorso di sceneggiatura a cui hanno aderito gli studenti dell’Istituto e trovata quella perfetta, il via alla produzione del cortometraggio intitolato “Le dita”.

Cristina Riganti, presidente di Confcommercio Terziario Donna, ha raccontato: «Sono argomenti spesso e volentieri diffusi che rimangono un po’ nascosti. Abbiamo voluto cercare di coinvolgere i ragazzi perché fin dalla partenza del nostro progetto c’è stato il voler capire ed entrare nella testa dei ragazzi e come sarebbe stato il risultato. Come veniva esplorato questo argomento, perché noi lo vediamo da mamme» e poi lo stupore nel vedere arrivare tutte sceneggiature scritte da ragazzi: «Erano tutti maschi ad averle scritte, ci siamo chieste “Come mai?».

Alla “commissione” composta da alcuni professori dell’Istituto e da alcuni membri di Terziario Donna, sono arrivate 5 sceneggiature. A vincere, quella di Giacomo Cereghini, che ha ricevuto complimenti da tutti i presenti per il tatto e la minuziosità con cui è riuscito ad affrontare un tema così complesso. Tra i tanti anche quelli di Laura Campiglio, scrittrice e giornalista, che ha poi detto: «Il tema della violenza sulle donne non è un tema solo femminile. È stato molto bello per me che ci sia anche uno sguardo maschile da cui parte tutta la questione»

Una sceneggiatura ambientata in un ufficio, che vede come protagonisti una donna e due uomini, uno adulto e l’altro giovane. Non una scelta casuale, quella di Giacomo: «Non è soltanto una questione di genere ma anche generazionale»

Il presidente della Fondazione Istituto Cinematografico Antonioni, Alessandro Munari, ha detto: «Il tema è un tema molto sento oggi, che ha già cristallizzato il salto generazionale. Per noi era ed è fare la battuta, per loro non è così, io lo vedo con i miei figli. E questo è molto bello, c’è una consapevolezza sociale nei giovani»

Ma il cortometraggio è solamente il punto di partenza di un progetto molto più ampio, come raccontato da Cristina Riganti: «È un progetto che coinvolgerà le scuole superiori della provincia. Lo scopo è prevenzione, far capire ai ragazzi qual è il limite. Partiremo il 24 novembre con il primo evento al Teatro Condominio a Gallarate e poi dal 2023 gireremo alcuni luoghi della provincia, tra cui Varese, Luino, Busto Arsizio e Saronno»

Michela Scandroglio

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