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Sociale | 04 ottobre 2022, 14:00

Festival nazionale dell’economia sociale e della transizione ecologica: Castano parte, il 6 ottobre

Fondazione Aurea si presenta, con personalità di spessore. Primo appuntamento il 6 ottobre: Ferruccio De Bortoli (già direttore del Corriere della Sera e de “Il sole 24 ore”), Stefano Caselli (prorettore per gli Affari internazionali e membro del Comitato di direzione di Sda Bocconi School of management), Davide Caparini (assessore a Bilancio e finanza di Regione Lombardia), Pietro Bussolati (consigliere regionale e componente della commissione Attività produttive), Oliviero Pulcini (managing director e amministratore delegato di Azimut Capital Management Sgr Spa Lombardia e Liguria). Il vicepresidente della Fondazione, Gabriele Baraldo: «Gli strumenti per fare il bene ci sono. Ma bisogna riconoscerli e utilizzarli

Gabriele Baraldo

Gabriele Baraldo

«Che rapporto abbiamo con la politica? Ci parliamo. La politica è attrice. Ma noi siamo altro». Parola di Gabriele Baraldo, vicepresidente di Fondazione Aurea. Che guarda al Terzo settore, al welfare. Aurea è entrata in azione. Esperienze alle spalle: questione Ucraina e Covid. Oggi, occhi puntati lontano.

Prima ribalta all’Auditorium Paccagnini di Castano Primo. Ci saranno Ferruccio De Bortoli (ex direttore del Corriere della Sera e de “Il sole 24 ore”), Stefano Caselli (prorettore per gli Affari internazionali e membro del Comitato di direzione di Sda Bocconi School of management), Davide Caparini (assessore a Bilancio e finanza di Regione Lombardia), Pietro Bussolati (consigliere regionale e componente della commissione Attività produttive), Oliviero Pulcini (managing director e amministratore delegato di Azimut Capital Management Sgr Spa Lombardia e Liguria).

Baraldo: «Abbiamo cercato una rappresentanza delle istituzioni, non partitica. La politica è soggetto fondamentale, da Roma alla Regione, la dobbiamo cercare. La nostra azione è anche ricerca di confronto con le istituzioni. Ma siamo cosa diversa rispetto ai partiti». Spirito dell’incontro che apre il festival: «Ci sono iniziative, input, che faticano ad arrivare a un livello superiore, per esempio in Regione. Manca una sorta di unione, di rete. Anche se di unione e di rete si parla spesso. La Fondazione vuole essere collegamento. Veicolo per parlare di responsabilità sociale, ambientale, economica. Nessuno può affrontare questi temi andando da solo. Non le imprese, non le istituzioni pubbliche».

E il 6 ottobre? Che cosa succede? «Non ci aspettiamo che gli ospiti ci diano ricette sicure. Ma bisogna mettere a fuoco i problemi. Identificare gli argomenti da tenere presenti per affrontare certi temi, inclusa la questione energetica. Esemplifico, transizione ecologica: è un’espressione che circola parecchio ma poi serve pensare, costruire. Occorre cercare il minore impatto possibile, ambientale e sociale. E ambiente/sociale, per noi, vanno di pari passo».

Dove agirete? «Ne abbiamo già fatte tante. Penso alle azioni per fronteggiare il Covid, ai trasporti per i cittadini ucraini. E, ancora, ai fondi portati sul territorio con bandi per sostenere la genitorialità e il corpo musicale... Circa 300mila euro.Alla mostra sull'Artico per sensibilizzare sul cambiamento climatico, al progetto per gli orfani a Kathmandu, con il quale ci piacerebbe andare oltre. Gli strumenti per lavorare, per migliorare il mondo in cui viviamo, sembrerà un messaggio banale, ci sono. Ma bisogna riconoscerli, per utilizzarli. Ora abbiamo nel mirino il welfare aziendale e comunitario.  Vogliamo supportare lavoratori e lavoratrici. Le famiglie».

Files:
 Locandina aurea (128 kB)

Stefano Tosi

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