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Gallarate | 04 ottobre 2022, 18:47

Gallarate, “Mensa dei poveri”: «Responsabilità politica dell'attuale sindaco»

Duro comunicato stampa del Partito democratico in seguito alle dichiarazioni rese a processo da Alberto Bilardo, ex coordinatore di Forza Italia. Il sindaco: «Sull’azione di responsabilità è stato chiesto un parere pro veritate. Emerse che alcuni passaggi dell’azione erano lacunosi»

Gallarate, “Mensa dei poveri”: «Responsabilità politica dell'attuale sindaco»

Il Partito Democratico torna su Amsc, sul ruolo svolto da Nino Caianiello a Gallarate e oltre, sull’azione di responsabilità che l’amministrazione comunale guidata da Edoardo Guenzani, centrosinistra, avviò nei confronti degli amministratori della municipalizzata. Un tempo vanto per la città, però con conti in progressivo peggioramento e conseguenti, interminabili polemiche. Temi che il processo scaturito dall’inchiesta “Mensa dei poveri” inevitabilmente rilancia, teste dopo teste. Il Partito democratico rilascia un comunicato stampa con titolo pesante: “Negli accordi politici della campagna elettorale 2016 c’era anche la chiusura dell’azione di responsabilità - Queste le dichiarazioni shock dell’ing. Bilardo riportate come virgolettato nei quotidiani locali”. La chiusura sarebbe rientrata fra gli argomenti discussi dalle forze politiche di centrodestra in campagna elettorale. Raggiunto al telefono, Andrea Cassani, uscito vittorioso proprio da quella campagna  e confermato sindaco nella successiva, afferma: «Non rilascio particolari dichiarazioni. Mi limito a ricordare che sull’azione di responsabilità venne chiesto un parere pro veritate. L’analisi sull’iniziativa evidenziò che c’erano delle lacune. E, alla fine, fu data ragione agli ex amministratori di Amsc, il Comune dovette pagare». Di seguito, il comunicato del Pd.

“Le colpe dei padri non ricadano sui figli” recita un vecchio cliché. Ma capita anche che le colpe dei figli ricadano sui figli. Le colpe sono sempre personali e le vicende processuali dei singoli riguardano i singoli. Ma le recenti rivelazioni processuali relative all’inchiesta “Mensa dei Poveri”, che ha il suo epicentro in Gallarate, interpellano ancora una volta la politica della nostra Città e evidenziano chiaramente le responsabilità politiche del Sindaco Cassani. La narrazione processuale sta via via sollevando il velo di Maya su quell’area opaca di interessi, influenze, mezze parole e ammiccamenti che se non hanno rilevanza penale hanno una enorme ricaduta politica. Ed enorme è la responsabilità politica degli esponenti di questa maggioranza, la stessa che nel 2016 barattò il consenso in cambio di una grande favore politico, la cancellazione dell’azione di responsabilità verso i dirigenti di AMSC e che si dimostrò compiacente nell’individuare quali consulenti per la stesura del PGT i professionisti indicati da Forza Italia “accontentando” così l’alleato di governo.

Alberto Bilardo, che di quel sistema era uno dei protagonisti, lo ha chiaramente e puntualmente dichiarato e ha messo nero su bianco questi accordi. Il Partito Democratico aveva dunque ragione quando sollevava di fronte alla pubblica opinione, alla stampa e al Consiglio comunale la questione politica dell’opacità dell’Amministrazione Cassani, che in pubblico si dichiarava vicino alla cittadinanza ma che in privato ammiccava e concedeva. Oggi le dichiarazione processuali ci danno ragione: Cassani ha enormi responsabilità politiche e di questo deve rendere conto alla città.

Stefano Tosi

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