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Busto Arsizio | 01 ottobre 2022, 19:27

Ciak, si mangia: buona la prima per “Il pizzaiolo” all’ex Mizar. È davvero amore a prima fetta

Ingredienti bio e teglia brevettata per una forma inconfondibile di pizza nel nuovo locale che ha debuttato in un'area riqualificata di Busto alla presenza del vicesindaco Manuela Maffioli. Si sbarca nel Varesotto anche con asporto e delivery, oltre che con ristorazione completa, e si guarda lontano

Manuela Maffioli e Francesco Siclari

Manuela Maffioli e Francesco Siclari

Il pizzaiolo” è approdato a Busto. Ha il volto sorridente e il completo scuro di Francesco Siclari. Il sapore è noto, è quello della pizza, nelle sue varianti: tonda e al trancio. Ma non solo, visto che negli oltre cento posti a sedere viene proposta ristorazione completa di qualità. Locale in uno degli spazi ex Mizar. Già luogo di lavoro, poi deserto, oggi centro per il commercio e i servizi, sempre più frequentato.

«Questo – riepiloga Francesco, 30 anni – è il nostro quarto locale». Possibile? «Sì, perché ho iniziato quando ero diciannovenne. Oggi lavorano con me circa 70 persone. Qui proporremo anche asporto e delivery, con prodotti provenienti dalla base di Mariano Comense. E ho progetti». Per esempio? «Guardo agli Emirati Arabi e all’Arabia Saudita. L’idea è sbarcare da quelle parti». Non ti preoccupa la differenza culturale? «Ne tengo conto. Ma quelli sono mercati in espansione. Bisogna considerarli. Lo stanno facendo grandi realtà della ristorazione. Dobbiamo farlo, con le dovute proporzioni, anche noi».

“Il pizzaiolo” porta a Busto il suo marchio di fabbrica. Identikit: prodotti biologici e brevetto per una teglia in acciaio Inox con cui si sfornano pizze a forma di cuore. Di qui lo slogan: "Amore a prima fetta".

Battesimo con l’assessore e vicesindaco di Busto Arsizio, Manuela Maffioli: «Quando si apre un’attività in un luogo come l’area ex Mizar, sottratta al degrado, è sempre una vittoria. Si parla di recupero vero, di nuova vita. Per gli edifici e per le persone». A “Il pizzaiolo” si daranno da fare fra i 10 e i 15 lavoratori.

Palloncini, teglie roteanti, calici ai tavoli. Buon lavoro.

Stefano Tosi

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