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Attualità | 29 settembre 2022, 08:59

Il padre del foreign fighter varesino ucciso in Ucraina: «Benjamin non era un angelo, voleva solo stare dalla parte giusta»

Gabriel Galli ricorda il figlio morto a 27 anni da volontario sul fronte: «Diceva che se scoppiava una guerra, lui voleva stare dalla parte della giustizia. Una volta salvò un commilitone italiano ferito». Il corpo sarà portato in Olanda, ma i funerali si svolgeranno a Bedero Valcuvia

Il padre del foreign fighter varesino ucciso in Ucraina: «Benjamin non era un angelo, voleva solo stare dalla parte giusta»

Gabriel Galli, il padre del volontario di 27 anni originario di Bedero Valcuvia morto in Ucraina il 19 settembre, ricorda suo figlio da Kiev, mentre in sottofondo si sente il rumore delle bombe. Un ricordo di un padre per il proprio figlio che aveva fatto una scelta. «Benjamin - racconta - era un uomo innocente che non ha mai aggredito nessuno. Molta gente ha un buon ricordo di lui, non faceva mai del male. Non era un angelo o un alieno, voleva essere dalla parte giusta»

Un viaggio, quello di Benjamin Galli in Ucraina, sul quale in tanti dopo la notizia della sua morte si sono posti delle domande. «Dopo lo scoppio della guerra disse che voleva unirsi agli ucraini» racconta ancora il padre, dicendo che la famiglia e gli amici hanno provato a convincerlo di non andare: «Ma lui era deciso a fare la cosa giusta. Me lo diceva sempre. - aggiunge Gabriel Galli - Diceva che se scoppiava una guerra, lui voleva stare dalla parte della giustizia».

Benjamin partì dall’aeroporto di Orio al Serio direzione Varsavia ai primi di marzo, prese il treno per l’Ucraina e sul convoglio incontrò un prete ortodosso che si fece promettere che ogni sera, al fronte, avrebbe letto un passo della Bibbia. «Benjamin era molto spirituale - spiega il padre - e dopo la sua scomparsa, l’esercito ucraino gli ha conferito la Croce di ferro dei caduti e il Cavalierato alla memoria».

Prima di arruolarsi nella Legione internazionale «Benjamin ha fatto un addestramento paramilitare nella Legione Straniera con un amico - ricorda Gabriel Galli - È lì che ha imparato a usare le armi a a sopravvivere, oltre che a non bere, non mangiare e non dormire a lungo».

Tornando alla guerra, Gabriel Galli non usa mezzi termini: «I russi usano armi illegali e mi rivolgo a tutti: adesso siamo a un bivio, o combattiamo o moriamo. La guerra è una cosa oscena, ma lancio a un appello a tutti: i vostri figli devono sapersi difendere». E poi un pensiero rivolto al popolo ucraino: «Ci sono centoventimila soldati, perlopiù contadini e operai che scavano le buche a mani nude».

Benjamin raccontava della guerra che stava vivendo. A Lublino incontrò un italiano, assieme si unirono alla Legione Internazionale. Come racconta ancor il padre, una volta in battaglia il suo amico rimase ferito e Benjamin corse fuori dal nascondiglio nonostante le bombe per soccorrerlo e lo portò in salvo.

Il corpo di Benjamin sarà portato in Olanda (dove risiedeva ora il giovane, ndr) dove amici, militari e istituzioni lo saluteranno: in seguito il funerale si terrà a Bedero Valcuvia, il piccolo comune del Varesotto dove Benjamin è cresciuto e ha sviluppato il suo amore per la natura.

Dopo aver letto i commenti sui social, Gabriel Galli ringrazia gli italiani «che hanno espresso la loro vicinanza senza giudicare» e conclude dicendo che «ai soldati servono cibo e coperte per stare al caldo ma anche ottiche per i fucili da cecchino e visori notturni. I membri della Legione Internazionale sono i fratelli minori dell’Esercito ucraino, ma compiono gli stessi sacrifici di tutti a Kharkiv e Mariupol».

Kenji Albani

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