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Hockey | 18 settembre 2022, 20:05

FOTO Mastini, bagno di entusiasmo alla presentazione. Il sindaco: «Portateci alla vittoria e fate innamorare i giovani»

Al Palace tantissimi tifosi e una campionessa olimpica per applaudire la squadra giallonera: guardate tutte le foto. Il presidente Carlo Bino: «Grazie a tutti, anche ai nostri angeli in cielo». Il capitano Andrea Vanetti: «Tornare nel rinnovato palaghiaccio è il passo decisivo per chiudere il cerchio e riportare i gialloneri lassù»

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Come un anticipo di quello che ci aspetta in via Albani, dopo due anni e mezzo di astinenza da ghiaccio: entusiasmo e applausi hanno accompagnato in una sala gremita del Palace la presentazione della squadra dei Mastini, accompagnata dal sindaco Davide Galimberti e da moltissimi tifosi, una anche d'eccezione come la campionessa olimpica di curling Stefania Costantini, fidanzata con una dei due neo portieri gialloneri, Domenica Dalla Santa. 

Il presidente Carlo Bino, visibilmente emozionato (per lui essere in quel ruolo è un sogno, oltre che una responsabilità) davanti a tanta passione e ai giocatori in completo bianco, ha parlato pochissimo per ringraziare tutti - primo cittadino compreso («È anche grazie al rapporto con l'amministrazione che tutto questo è possibile») - ha voluto ringraziare "Il basket siamo noi" («Noi andremo al palazzetto e loro verranno a tifare al palaghiaccio»), i gruppi organizzati di Mastini Forever e Ragazzi della Nord e, in attesa delle maglie da gioco nuove (bianca da casa, nera da trasferta), ha presentato quella azzurra da riscaldamento e amichevoli, davvero speciale. 

«È azzurra come il cielo, dove ci sono alcuni angeli che portiamo sempre con noi come Marco Fiori, Erika Gibellini che continua a urlare Fuck the cancer e Nichi Bertolla, un angelo che ci ha lasciato. Proprio ad Elena, sua mamma, consegno ora la maglia che metteremo all'asta dopo averla indossata per dare tutto in beneficienza a Fuck the cancer e all'Arcobaleno di Nichi».

«Grazie per il lavoro che avete fatto in questi anni difficili - ha detto il sindaco Davide Galimberti - sia per la pandemia che per la necessità di andare in trasferta. Ma questo sacrificio era finalizzato a raggiungere l'obiettivo del nuovo impianto che, ovviamente, si è realizzato e ora: da qui al 2026 è fondamentale che ci sia una squadra di hockey e un movimento che pattini veloce. E che vinca: la dirigenza è prudente ma noi e la città siamo molto più ambiziosi: vogliamo vincere e, soprattutto, far appassionare i giovani. Sono importanti credibilità e programmazione: il territorio, insieme a voi, ha creduto in questi valori e così, di fronte a palaghiacci e strutture che chiudono, il nostro è nel futuro».

A chi gli ricorda se gli applausi di stasera sono anche figli della sofferenza che ha portato gente in piazza a protestare per il Palalbani, il sindaco non si nega: «In piazza c'era meno gente di quella che c'è qui stasera e ci sarà al palaghiaccio. La mia amministrazione è contenta di aver fatto scelte impopolari e di essere andata fino in fondo per arrivare a giorni come questi, soprattutto di fronte a un impianto che avrebbe potuto anche provocare tragedie, vista quanto era inadeguato e datato. L'intervento sul Palalbani avrebbe dovuto essere fatto da decenni: oggi invece siamo qui in un impianto che tanti ci invidiano, di fronte anche a molti palazzi che chiudono. Buon campionato, Mastini».

Matteo Malfatti, il costruttore della squadra, ha puntato su integrazione, unità e mentalità vincente: «Cercheremo di arrivare tra le prime, sappiamo di avere tutto per fare bene. Abbiamo fatto due anni molto duri via da Varese ma siamo riusciti a mantenere il gruppo e i tifosi uniti. Torniamo a casa, vi aspettiamo tutti al palaghiaccio: ci divertiremo».

Coach Devèze (grazie alla elegante e bravissima traduttrice Ilaria), esordisce con un «ciao» in italiano: «Sono fiero di poter lavorare con voi e di essere qui, oltre che dalla squadra che si è formata quest'anno. Speriamo di avere con noi tanta gente durante tutta la stagione».

È stata poi la volta di Andrea Vanetti, il capitano: «Grazie per questo calore. Si è sempre parlato di un cerchio da chiudere, riportando il Varese alla vittoria: tornare nel nostro palaghiaccio è un passo verso la chiusura di quel cerchio. In questa squadra ci sono unione e fratellanza che ci uniscono anche fuori dal ghiaccio».

Andrea Confalonieri


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