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Lettere | 22 agosto 2022, 16:09

«“Se lo fanno tutti... va bene così”. Che tristezza!»

Una lettrice segnala alcune situazioni - spiacevoli - che ha vissuto alla spiaggia del “Porto Vecchio” di Monate. E domanda: «A chi competono i controlli?». Riceviamo e pubblichiamo

Foto generica d'archivio di uno scorcio del lago di Monate

Foto generica d'archivio di uno scorcio del lago di Monate

«Da diverso tempo medito di rendere nota questa situazione al “Porto Vecchio” di Monate che rappresenta un “calcio” al vivere civile ed al rispetto degli altri. Forse è anche una cosa che preme a pochi, ma ci tenevo quantomeno a farvela leggere». Riceviamo e pubblichiamo.

«Questa si tratta di una notizia-non-notizia perché, ahimè, cosa c’è di nuovo nell’uso improprio degli spazi pubblici e nello specifico delle spiagge?

Sul lago di Monate ci sono quasi esclusivamente spiagge e aree private. Sebbene ciò renda quasi impossibile usufruire di una risorsa splendida come il nostro lago senza pagare un salato ingresso in una spiaggia privata, forse a ben pensarci si tratta dell’unico modo per preservarlo e renderlo fruibile in modo “controllato”.

Da inizio stagione (maggio) mi reco con amici al “Porto Vecchio” di Monate circa un paio di volte la settimana.

Per chi non la conoscesse, si tratta di una piccola area di prato che da sul lago di Monate, alla quale si può accedere liberamente.

Come sempre però ci sono delle regole da rispettare. Oltre a quelle del vivere civile, come non tenere musica altissima e lasciare pulito quando si va via (spesso ignorate), ci sono anche quelle imposte dall’autorità.

Un cartello ben visibile all’inizio della stradina che porta al lago dice che è assolutamente vietato introdurre cani nella spiaggia, pena un’ammenda pecuniaria. Ebbene, non c’è stata volta in cui io non abbia visto almeno un cane, se non di più, rilassarsi al sole insieme ai padroni o cani lasciati anche liberi di gironzolare senza guinzaglio. Ho fatto giusto un paio di foto a sostegno delle mie affermazioni.

Lasciando a parte la pericolosità o meno dell’animale, si tratta sia di una mancanza di rispetto verso gli altri utilizzatori del luogo, tra cui molti bambini, sia di un’infrazione ad una regola ben evidenziata.

Vi chiedete per caso quale risposta danno i proprietari se si domandano spiegazioni? “Tanto lo fanno tutti” e purtroppo è vero. Si tratta di una vera e propria filosofia di vita. Non conta se è giusta o sbagliata, se è permessa o meno l’azione che si compie, se lo fanno tutti, allora va bene (sul serio???).

Passiamo ora dai cani ad altro e dedichiamoci alle “belle” compagnie di giovani che allegramente e spudoratamente fumano erba in quantità tale per cui anche chi non ha familiarità con la cosa impara velocemente a riconoscere l’odore peculiare delle “canne”.

Quando ho chiesto in giro, mi è stato risposto: “Non per niente è sempre stata conosciuta come la spiaggia dei drogati”.

Ora mi domando, è davvero così che vogliamo continuare a far identificare quest’area pubblica? È ragionevole che chi non vuol subire deve continuare a migrare per il prato alla ricerca di un angolo in cui poter respirare aria pulita oppure andarsene, ricordando sempre da quanti bambini viene frequentato il luogo?

Durante tutti questi mesi in cui c’è stata affluenza qualcuno ha mai fatto un sopralluogo? Non so a quale autorità competa, ma io non ho mai visto nessun controllo, a parte quelli per i divieti di sosta al parcheggio.

E le telecamere a quale scopo sono state installate?

Credo di aver fatto fin troppe domande e domande che, come spesso accade, sono destinate a restare senza risposta alcuna.

Purtroppo vince quasi sempre il “Se lo fanno tutti… va bene così”. Che tristezza».

Lettera firmata

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