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Politica | 29 luglio 2022, 19:56

Corbo: «Il Pd deve essere la guida del centrosinistra. Nessuna mia autocandidatura, ci sarà un confronto»

Le riflessioni del segretario provinciale del Partito Democratico su coalizione («Il dialogo coi 5 Stelle è precluso») e liste in fase di definizione: «Auspico che il nazionale dia importanza ai livelli territoriali»

Corbo: «Il Pd deve essere la guida del centrosinistra. Nessuna mia autocandidatura, ci sarà un confronto»

Giovanni Corbo, segretario provinciale del Pd, rivendica il ruolo del partito, riflette sulla coalizione e dice la sua sulle liste in fase di definizione: «La rappresentanza territoriale è fondamentale per incanalare al meglio la nostra proposta politica».

Un grosso tema all’interno del centrosinistra al momento è quello delle alleanze, il cosiddetto “perimetro”. Qual è il suo punto di vista?
«Parto da una premessa che ritengo doverosa: come Partito Democratico noi siamo catalizzatori del centrosinistra. Dobbiamo essere consapevoli di questa nostra dimensione, di questa nostra caratura. Intendo dire che probabilmente, alle ultime elezioni politiche, per una sorta di dialettica interna molto forte e anche per una sorta di subordinazione politica in quel momento ai temi del centrodestra, abbiamo in qualche modo annacquato la nostra proposta. Adesso, dopo il percorso che abbiamo fatto che ci ha visto essere la forza responsabile che ha trainato questo governo – che ha portato avanti le riforme necessarie e che la sciaguratezza dei 5 Stelle col colpo di grazia del centrodestra ha fatto cadere – dobbiamo evidenziare e capitalizzare il nostro ruolo di guida del Paese, essenzialmente, attraverso il governo Draghi.
È evidente che stiamo cercando di costruire un campo che ci consenta di portare avanti attraverso questa legge elettorale la proposta di un governo. Ed è evidente che in questo momento il dialogo coi 5 Stelle è precluso, mentre dialogare con chi il governo Draghi l’ha costruito è un dovere, ma sempre nell’ottica che il Pd debba essere la guida di questo campo».

È un messaggio in particolare a Calenda e ad Azione?
«Sì, ma più che altro ci aspettiamo che con queste forze politiche che hanno percentualmente una consistenza non della stessa rilevanza del Pd e che hanno una linea coerente con la nostra ci si possa ritrovare per dialogare anche in ottica regionali per il prossimo anno».

E il discorso con i 5 Stelle è chiuso anche in vista delle regionali?
«Abbiamo avuto dei confronti con la segreteria regionale sul tema. In questo momento qualsiasi discussione sulle regionali è rimandata dal 26 settembre in poi. Quello che volevo dire è che le dinamiche del nazionale in qualche modo avranno dei riflessi sulle elezioni regionali in Lombardia. Non guardo in casa d’altri, ma è evidente che queste fibrillazioni nel centrodestra sono indizio del fatto che c’è fermento anche nella lettura politica di ciò che è accaduto».

I tempi per lavorare alle liste sono molto stretti. Qual è la situazione?
«Noi siamo agli sgoccioli. Abbiamo dei passaggi formali da fare: l’assemblea provinciale e domenica sera la direzione provinciale che proporrà la rosa di nomi da mandare al regionale. Auspico che il nazionale dia importanza ai livelli territoriali. La rappresentanza territoriale è fondamentale per incanalare al meglio la nostra proposta politica, soprattutto in una campagna elettorale molto breve».

Possiamo dire che sulla riconferma del senatore Alfieri non ci sono dubbi.
«La riconferma della proposta della candidatura è sicuramente auspicabile, perché si tratta di un senatore uscente che ha ben lavorato».

E per quanto riguarda invece la sua figura?
«La mia figura è quella apicale a livello provinciale. Io mi aspetto che ci sia il coinvolgimento da parte del partito, vedremo confrontandoci con gli iscritti e con la direzione se eventualmente ci sarà questa proposta. Sono temi che noi affrontiamo in maniera partecipativa. Autocandidarsi non è una cosa che va fatta».

Riccardo Canetta


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