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Meteo e ambiente | 20 luglio 2022, 12:09

L'OPINIONE Ricordati che devi morire... di caldo, naturalmente

La chiamano "Apocalisse4800": dai 41 gradi di Londra ai 37 previsti in provincia di Varese fino a data da destinarsi. Inutile postare su Facebook la nevicata dell'85 o farsi "torturare" dai triangolini rossi con punti esclamativi di 3Bmeteo: non resta che girare per casa in mutande (almeno per ora e per decenza). O rispolverare un articolo de l'Unità del 19 luglio 1964 dal titolo: "Caldo africano, mal comune in tutta Europa"

Sembra una pagina di oggi, ma l’articolo, pubblicato da l’Unità, porta la data del 19 luglio 1964

Sembra una pagina di oggi, ma l’articolo, pubblicato da l’Unità, porta la data del 19 luglio 1964

Dà fastidio anche la pelle. I capelli sono già rasati, ancora un po’ e mi scalpo. Cacciavano caldo. Le unghie le ho tagliate, la barba non ce l’ho più, l’altro pelame è ininfluente. Per decenza in casa tengo ancora le mutande, ma con i 40 incombenti partiranno come quelle di Dodo d’Hambourg, la Vedova Nera del Crazy Horse. Nessuno però applaudirà. Del resto il gran poeta Marinetti sosteneva che vestirsi significa nascondere la vergogna del proprio corpo, per cui meglio vergognarsi delle vergogne ma stare più freschi. O almeno pensarlo. Invidio i nudisti del Monte Verità, vorrei essere là con loro un secolo fa quando l’estate era una piacevole parentesi di quiete e non un incubo infernale per cui perdere la ragione. 41 gradi a Londra, 47 in Portogallo, 42 previsti a Milano, una prece per la Pianura Padana e quel che resta del Po, ilMeteo dice 37 a Varese lunedì 25, ma i sadici di 3Bmeteo arrivano a 40 percepiti, mentre Giuliacci anima pia rimane sui 35 reali, glissando sul percepito, bontà sua.

Apocalisse4800 dopo Caronte Scipione e altri maledetti, una torcia che porta lo zero termico a 5000 metri, facendo flambé del Monte Bianco, marmellata della Marmolada e riducendo il Mediterraneo alle terme di Saturnia, 32 gradi in acqua, la piovra vien su già lessata. Fa meno caldo ai Caraibi che nella City, Elisabetta pensava di averle viste tutte, ma le mancava l’allarme rosso climatico dopo quelli per gli Stuka del Baffetto. Ormai ci si affida alle previsioni del tempo come all’oracolo di Delfi o alle sue Pizie, almeno in Ticino, visto che là la Meteo è femminile, ma anche il Centro Geofisico Prealpino a cui ci si rivolge come alla mamma, toglie ogni speranza e informa che il fuoco nemico si estende dall’Africa alla Scandinavia, liquefacendo ogni cosa incontri sul suo cammino. Qui ragazzi si va con un bel 36 fisso (reale non percepito, un po’ come agitato non mescolato della vodka Martini di James Bond) fino a data da destinarsi, e allora entra in gioco l’ineffabile Sanò, inventore di ilMeteo.it e di tutti gli Scipioni e i Caronti, che in un editoriale di fuoco, giustappunto, ci ammonisce come faceva il popolo con i generali romani vittoriosi: ricordati che devi morire. Di caldo, naturalmente.

«Accadrà qualcosa di esagerato… caldo senza fine… temperature mai viste…» Sanò è come un torturatore implacabile che ogni tanto fa respirare la vittima con qualche carezza del tipo «forse in agosto pioverà… ci sarà un break a fine luglio con irruzione di aria fresca polare…», ma non ci crede nemmeno lui e nell’intervento successivo ecco altre frustate, «allarme massimo… caldo a 41 gradi per 15 giorni… estate infinita, tutto s’impenna, tutto schizza…» con vaghi riferimenti priapeschi.

Lì capisci che è finita, il postare su Facebook fotografie di inverni nevosi, ghiacci una volta eterni, perfino il pissabò e il pissavacch della Valganna congelati non serve più nemmeno ad autosuggestionarti, la morte arriverà a 42 o, se vuoi accelerarla, basta andare in un qualsiasi campo della Pianura Padana dove tutti i meteo in coro prevedono concordi un bel 46, quasi venti gradi sopra le medie stagionali, e il collasso è automatico e indolore.

3Bmeteo, che sul percepito ha fatto la sua fortuna, affida invece il delirio ai triangolini rossi con dentro un punto esclamativo, e ce n’è una sfilata infinita, almeno fino al 1° agosto, festa nazionale svizzera, una media di 36 gradi reali a Varese, ormai più calda di Bangkok, e non si segnala nemmeno l’agognata infiltrazione di aria fresca di fine mese che Sanò aveva tolto dal cilindro, agitandola come la carota davanti al muso del cavallo da tiro sfinito dalla salita. Il torturato scrivente clicca speranzoso nella loro home page e ogni giorno legge «Ma quanto durerà l’ondata di calore? Gli aggiornamenti», e ogni giorno il «quando finirà» non finisce, altro che düra minga, e la grafica mostra orrende lingue color fucsia a indicare la follia tropicale che sale dal deserto del Sahara per accoppare un povero italiano del nord, già brasato a 25 gradi.

L’ultima speranza è la Meteo di Locarno monti, lo storico «vediamo cosa dice la Svizzera» che una volta era più autorevole del Times.

La Svizzera, per bocca della sontuosa Simona Bernasconi, figura degna del Royal Ascot, conferma «allerta canicola di grado tre» per tutto il Paese e dunque anche al zud, e si allinea «a livello di temperature», per dirla con lo sparito collega Scalmazzi, con il famigerato 3Bmeteo e i suoi dannati percepiti. Morale: niente di nuovo sotto il sole, per continuare con i luoghi comuni, in soldoni un caldo della Madonna fino a non si sa quando e mettetevi l’animo in pace con l’isoterma di zero gradi fisso a 4800 metri, altitudine del Monte Bianco, con Sanò che tripudia perché lui l’aveva già appiccicato alla fine di Apocalisse.

Su Facebook si moltiplicano le pagine dedicate a fiabeschi paesaggi innevati, e quelle dei nostalgici della mitologica nevicata dell’85, il popolo dei social bolle e cerca ghiaccio virtuale nelle immagini refrigeranti, mentre nei quotidiani ecco i consigli per non farsi sopraffare dalla calura: ventilatore e deumidificatore più del condizionatore, abiti chiari meglio se di lino, areare la casa al mattino e alla sera, frutta e verdura, sali minerali e due litri d’acqua al giorno. A Londra siamo già ai cartelli intimidatori nelle metropolitane: «Bevete!» (acqua, of course, visto l’alcolismo dilagante in Albione) che se no il nemico caldo vi accoppa. Lì a 25 gradi è già panico, a 41 hanno mobilitato il gabinetto di emergenza Cobra, di solito attivo per guerre e cataclismi.

Però sempre da Facebook emerge un ritaglio inquietante, che fa gioire i negazionisti. «Caldo africano: mal comune in tutta Europa», è il titolo, «raggiunti a Torino i 40 gradi - temperatura record a Parigi, 41 a Siviglia - temporali “bollenti” in Inghilterra» si legge in occhiello e sommario. Sembra una pagina di oggi, ma l’articolo, pubblicato da l’Unità, porta la data del 19 luglio 1964! E procede implacabile: «Temperatura senza variazioni sensibili, questo lo sconfortante annuncio che chiude da cinque giorni i bollettini trasmessi dalle stazioni meteorologiche, in Italia come nel resto dell’Europa. Superati tranquillamente i 30 gradi, la colonnina di mercurio ha quindi oltrepassato i 35 ieri e ora si prepara con lenta salita a conquistare i quaranta». Una vampata bollente negli anni della Guerra Fredda. Coraggio ragazzi, da domani tocca a noi.

Mario Chiodetti

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