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Economia | 11 luglio 2022, 00:01

Giocare a calcio in condominio: quali sono le regole?

L'esperto risponde - Un lettore ci chiede se sia possibile vietare di giocare negli spazi condominiali. Facciamo il punto su questa annosa questione insieme a Camera Condominiale Varese

Giocare a calcio in condominio: quali sono le regole?

Negli anni 30, da un’idea del presidente della FIFA, il francese Jules Rimet, vede la luce il campionato Mondiale di calcio, che quest’anno si disputerà in Qatar a partire dal 21 novembre. Il gioco del calcio è uno sport che affascina adulti e bambini, anche se da sempre crea non pochi problemi soprattutto in condominio. Ed ecco dunque riproporsi l’annosa querelle sul se sia possibile o meno vietare il gioco del calcio negli spazi condominiali, questione piuttosto rilevante per una pacifica convivenza e di non facile risoluzione.

Un attento lettore ci chiede: «Vivo in un complesso residenziale in cui vi abitano circa una quindicina tra bambini e adolescenti: se da un lato giocare è un vero e proprio “diritto”, così come sancito dalla Convenzione ONU sui diritti e dell’adolescenza (1989), ponendo in risalto il ruolo che il gioco svolge nello sviluppo psicofisico del bambino, dall’altro è difficile conciliare la quiete condominiale con l’esercizio di sport/giochi, per esempio il calcio. Allora cosa può fare l’amministratore e cosa possiamo noi condomini per far sì che questo sport non sia fonte di litigi per l’intera compagine condominiale?».

Gentile Lettore, a tal proposito occorre ricordare che l’Italia ha ratificato la norma internazionale sul diritto al gioco emanando la L. 176/91 che ribadisce come l’attività ludica sia parte integrante dei momenti di riposo e di tempo libero: pertanto, molti comuni hanno emanato specifiche disposizioni secondo cui gli spazi condominiali devono essere liberi da qualunque divieto inerente allo svolgimento di giochi.

L’art. 1102 cc. dispone che le parti comuni dell’edificio possono essere utilizzate da tutti condomini purché non ne venga impedito l’uso ad altri e non ne mutino la destinazione. Gli “ermellini” hanno però sancito la nullità di qualsiasi clausola del regolamento condominiale che contenga un divieto relativo al gioco, facultando però i condomini la possibilità di inserire nel regolamento condominiale le fasce orarie nelle quali è vietato giocare negli spazi condominiali. 

Chiarito il punto sulla possibilità dell’esercizio di tale attività, sorge un’altra questione: se la palla danneggiasse un’auto parcheggiata, cosa accade? Il proprietario dell’auto può chiedere il ristoro dei danni e chi è il responsabile? Certo che potrà essere risarcito e sicuramente è da escludersi una responsabilità condominiale: il risarcimento andrà richiesto ai genitori del ragazzo, se minorenne, per culpa in educando - per presunta omessa vigilanza -; se maggiorenne, direttamente al responsabile del danno. 

E la questione degli schiamazzi, dei rumori che “molestano” tutti i condomini, come può risolversi?

In questo caso occorre fare un distinguo: se il rumore disturba tutta la compagine condominiale e quelli circostanti, si configura il reato di disturbo della quiete pubblica e ne risponderanno per i minorenni sempre i genitori. Di converso se il rumore disturba solo i condomini dei piani bassi, si può ricorrere al giudice civile onde ottenere sia un immediato ordine di interruzione delle attività se turbano il riposo dei condomini se gli schiamazzi sono superiori alla normale tollerabilità, sia il risarcimento se si riesce a dimostrare di aver subito un danno alla salute. In ogni caso la valutazione del “problema” va fatta caso per caso, usando quale metro di valutazione il buon senso e cercano di contemperare le esigenze ludiche dei bambini/ragazzi con le “esigenze” degli adulti. 

A conclusione sembra calzante un verso di una famosa canzone di Venditti: (…) era l’anno dei Mondiali quelli dell’86, Paolo Rossi era un ragazzo come noi”. 

IL PROGETTO “L’ESPERTO RISPONDE” A CURA DI CAMERA CONDOMINIALE VARESE

“La cultura è alla base della società, rendendoci indipendenti, liberi e spingendoci al ragionamento ad avere buon senso”. E in questo contesto di Welfare State, inteso come sistema sociale diretto a garantire la sicurezza e il benessere dei cittadini, che si inserisce il percorso intrapreso dalla Camera Condominiale di Varese, in persona del direttore generale Andrea Leta.

Una visione futuristica “de la compropriété”, come direbbero i cugini d’Oltralpe, quella della Camera Condominiale locale. Visione favorevolmente accolta anche dall’Unione Nazionale Camere Condominiali, presieduta dall’avvocato Michele Zuppardi, il cui fine è promuovere la ricerca, lo studio e la formazione di base e permanente nel campo del diritto, della tecnica, dell’amministrazione e più in generale della gestione del condominio e diffonderne risultati e di altre attività indicate nello Statuto.

La sede di Camera Condominiale Varese è situata in viale Ticino 24 a Gavirate. Per tutte le informazioni sono a disposizione la mail info@cameracondominialevarese.it, il numero di telefono 0332629323, il sito internet www.cameracondominialevarese.it e la pagina Facebook @CameraVarese.

A cura dell’Avv. Sabina Vuolo - Avvocato Cassazionista, Articolista Giuridico

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