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Salute | 06 luglio 2022, 10:00

Bambini e sole: i consigli dalla Pediatria

L'Asst Valle Olona diffonde le raccomandazioni della dottoressa Simonetta Cherubini, direttore del Dipartimento Materno Infantile e Responsabile della SC di Pediatria del presidio di Busto Arsizio

Bambini e sole: i consigli dalla Pediatria

Sole e mare sono una festa per i bambini, ma bisogna adottare le opportune precauzioni. L'Asst Valle Olona ha diffuso una serie di raccomandazioni della dottoressa Simonetta Cherubini, direttore del Dipartimento Materno Infantile e responsabile della SC di Pediatria del presidio di Busto Arsizio. Eccone alcuni.

Prima di tutto, si ribadisce, « l’importanza dell’azione del sole sullo sviluppo osseo del bambino: i raggi ultravioletti di tipo B stimolano le cellule della pelle a produrre una molecola che nel fegato e nel rene viene trasformata in vitamina D, necessaria per la mineralizzazione ossea dell’organismo in crescita».

Ma quali sono i pericoli e i problemi che possono insorgere? «Il più frequente è l’eritema solare - spiega all'Asst - un’infiammazione della cute causata da un’esposizione prolungata ai raggi solari, molto frequente, soprattutto nel bambino. Le cellule superficiali della cute producono una sostanza ad azione protettiva dai raggi ultravioletti, la melanina: quest’ultima è presente in quantità ridotte nei primi mesi di vita, aumentando progressivamente nel tempo e con lo sviluppo del bambino. La mancanza di questa azione protettiva, rende il bambino vulnerabile, tanto più quanto più bassa è l’età». Incide anche il fototipo, un fattore geneticamente determinato, per cui ciascuno ha la propria sensibilità all'esposizione.

Altri fattori da tenere d'occhio: la latitudine, l’altitudine, l’orario, la ventilazione. Le nuvole non garantiscono riparo, perché i raggi ultravioletti passano. Sabbia, acqua, neve potenziano inoltre l’azione dei raggi solari.

«Nel bambino, soprattutto nei lattanti, basta un’esposizione di 15 minuti per procurare arrossamento cutaneo, cute calda e “puntini rossi” (ustione di I° grado): i sintomi dell’eritema possono comparire anche dopo qualche ora dall’esposizione, accompagnati da sensazione di bruciore, prurito» spiega la dottoressa. I problemi possono aggravarsi, con ustione di secondo grado, quindi arrossamento cutaneo più intenso, vescicole e bolle cutanee, secchezza cutanea. Si possono presentare febbre, nausea, vomito, spossatezza, cefalea.

Ecco dunque i consigli: 

- evitare l’esposizione al sole nella fascia oraria dalle 10 alle 16; i lattanti sotto i sei mesi di vita non devono mai essere esposti al sole diretto e comunque vanno sempre protetti con creme ad alta protezione SPF50+. I lattanti più grandicelli non devono essere esposti più di 5-10 minuti per volta, sempre protetti con creme ad alta protezione; i bambini più grandicelli possono iniziare un’esposizione graduale, non prolungata oltre i 15 minuti, soprattutto nei primi giorni di vacanza, sempre protetti da crema ad alta protezione, da riapplicare ogni due ore e dopo ogni bagno».

Proteggere labbra e orecchie

Far indossare una maglietta se si prolunga la permanenza

Proteggere anche gli occhi con lenti con filtri UV

Proteggere il capo con un cappellino e mantenere la testa sempre bagnata.

Bere molto

Prediligere frutta e verdura.

In caso di eritema, «sospendere l’esposizione al sole per qualche giorno, mantenere il bambino in ambiente ventilato, utilizzare creme ed emulsioni idratanti per lenire l’irritazione, la doccia deve essere appena tiepida, meglio fresca, evitando l’uso di bagnoschiuma da sostituire con creme detergenti, asciugare la superficie corporea “tamponando” con l’asciugamano. Effettuare impacchi freddi con panno inumidito per alleviare il dolore».

Evitare anche «olio di oliva sulle scottature in quanto provoca un peggioramento dell’infiammazione cutanea, e non rompere vescicole e bolle». In caso di malesseri peggiori, rivolgersi allo specialista.

Redazione

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