Politica - 30 giugno 2022, 13:00

«Lago di Varese balneabile? Contenti, ma ci interroghiamo sul futuro»

Europa Verde della Città di Varese e della sua Area Vasta pone una serie di quesiti: «Crediamo che il nostro territorio abbia bisogno di una sana traversata nel buonsenso e di una visione»

«Lago di Varese balneabile? Contenti, ma ci interroghiamo sul futuro»

Lago di Varese balneabile? Contenti, ma non basta. «Come Europa Verde della Città di Varese e della sua Area Vasta, intesa come buona parte dei Comuni che vi confinano e che hanno come riferimento due patrimoni come il Parco del Campo dei Fiori e il Lago di Varese - scrive in una lettera il coportavoce Silvio Aimetti - Vogliamo da subito sgombrare il campo da qualsiasi dubbio: siamo contentissimi/e che il Lago di Varese stia (non lo è ancora nella sua interezza) ritornando balneabile. Il sottoscritto, in qualità di sindaco di Comerio, a suo tempo, oltre a far parte dell’Acr - Associazione dei Comuni Rivieraschi, è stato anche un sottoscrittore dell’Aqst. Nelle scorse settimane Europa Verde ha promosso il Manifesto del Lago di Varese, nel quale si è voluta rimarcare l’importanza della destinazione futura di questo luogo così importante e simbolico per il nostro territorio e per la sua storia».

Da qui i dubbi: «Abbiamo inoltre posto una serie di quesiti direttamente ai rappresentanti istituzionali, chiedendo come intendessero tutelare la biodiversità di questa area protetta: al presente, non abbiamo ricevuto alcuna risposta... Vediamo in questi giorni una prevedibile competizione politica - diverse elezioni sono tra meno di un anno - nel tentare di mettere la propria firma sul tema Lago; assistiamo soprattutto a tanti revival dei tempi che furono, incentrati quasi esclusivamente a un utilizzo del lago da parte dell’uomo».

Ancora, «crediamo che il lavoro fatto sino ad ora sia stato solo un primo, iniziale passo, e ci piace definirlo “un risarcimento”, verso quello che potrà diventare il Lago di Varese. L’attuale progetto di AQST finirà nel 2023: le incognite da lì in avanti saranno molte, sia per la questione tecnica che in riferimento ai cambiamenti climatici. Qualche importante considerazione, che ci preme portare all’attenzione».

Ecco i quesiti.

1. Dando per assodata l’ipotesi che i prelievi ipolimnici continuino a non creare problemi al Lago Maggiore, entro quando sarà ultimato il completo isolamento del Lago di Varese da tutte le fonti inquinanti?

2. Quando saranno completate le fondamentali opere sulle fognature dei Comuni rivieraschi, e con quali e quanti fondi si intende portare avanti tali interventi?

3. Come saranno gestite le sempre più frequenti situazioni di criticità presso i depuratori, causate dalle bombe d’acqua?

4. Come saranno gestite le problematiche correlate alle specie esotiche vegetali e animali che popolano da anni le sponde del Lago mettendo a rischio la sopravvivenza delle specie autoctone e, di conseguenza, la ricca quanto delicata biodiversità del territorio?

5. Nello specifico della balneazione, come sarà gestito l’afflusso delle persone alle rive?

6. Quali studi scientifici sono stati avviati per valutare l’impatto che la balneazione potrebbe avere sugli equilibri delle Zone di Protezione Speciale e Zone Speciali di Conservazione?

7. Quali risorse saranno impiegate per accertarsi che la balneazione si limiti alle aree sperimentali, senza sconfinare nelle zone di interesse ecologico, che rappresentano la vera peculiarità del Lago di Varese e che gli hanno permesso di entrare nella rete Natura 2000, da salvaguardare con assoluta priorità?

Infine: «Sono domande concrete di fondamentale importanza a cui sarà doveroso rispondere prima di ricadere in una situazione ancora più critica di quella attuale. Sabato 2 luglio si terrà una bella traversata a nuoto del lago. La storia umana è piena di episodi di questo tipo, da Mosè fino ad arrivare a Beppe Grillo: crediamo che il nostro territorio abbia bisogno di una sana traversata nel buonsenso, e di una visione che sappia mettere al centro non più solo l’uomo, con interessi contingenti e immediati, bensì anche l’ecosistema composto da tutte le specie animali e vegetali che lo abitano da secoli e che rappresentano la più grande eredità per le generazioni future».

Files:
 Manifesto per il Lago di Varese (859 kB)

Redazione


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