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Busto Arsizio | 28 giugno 2022, 16:46

Stazione di Busto e sicurezza: binomio difficile

Aggressione oggi, 28 giugno, con intervento di ambulanza e forze dell’ordine. Torna sotto i riflettori l’area delle Ferrovie dello Stato. Miglioramenti riconosciuti dai frequentatori, sia sotto il profilo sociale che dal punto di vista dei controlli. Ma i problemi sono duri a morire. Quella volta che partì un dito, a morsi

Le macchie di sangue al binario quattro

Le macchie di sangue al binario quattro

Come briciole di Pollicino, le macchie di sangue segnano il sentiero percorso dalla persona aggredita oggi in stazione a Busto. Partono dalla banchina da cui transitano i treni diretti a Milano e Varese e si concentrano sul lato opposto, nei pressi dell’edificio principale, fino ad arrivare al bagno. Poco distante, da un cestino della spazzatura, uno dei testimoni estrae la sua maglietta. «Quella che indosso ora – fa presente – me l’hanno prestata. La mia l’ho usata per tamponare il ferito. Era pieno di sangue» (foto sotto all'articolo). Testimonianze concordi: le condizioni dell’aggredito erano impressionanti. Colpo, pare, inferto con un coccio di bottiglia alla spalla e taglio a scendere. Paura e preoccupazione, prime manovre di aiuto, chiamata dei soccorsi. L’ambulanza, arrivata in codice rosso, è ripartita in giallo. Allarme ridimensionato, dunque. Ma la questione sicurezza in un luogo vulnerabile come la stazione torna d’attualità.

All’edicola non c’è voglia di parlare. La sensazione è che non si tratti di omertà, il titolare ha accettato a più riprese di farsi sentire per segnalare le situazioni di degrado e insicurezza cui assiste con frequenza ricorrente. Sembra di intravedere più che altro stanchezza e sfiducia. Eppure, lì vicino, si parla di miglioramenti. «Qui di problemi ce ne sono – dicono al bar – in continuazione. Ma non ne siamo responsabili. E comunque in passato era peggio».

Anche l’episodio odierno, in effetti, non è riconducibile all’attività. Stando alle testimonianze, comunque da verificare, un passante, giovane, non noto agli habitué, inizia a inveire contro alcuni anziani. Un altro sconosciuto prova a placarlo, con risultati parziali. Interviene un 58enne, di origine straniera, lui sì frequentatore dell’area. Tenta di ammansire l’esagitato, i due raggiungono le banchine. Che cosa si dicano, a quel punto, lo sanno solo loro. Fatto sta che uno attacca l’altro, ferendolo in modo serio.

La stazione di Busto resta iscritta, dunque, al registro che annovera i presidi afflitti  da violenza e marginalità. «Qui – ricorda un pendolare – qualcuno ha anche provato a derubare la persona sbagliata. Che gli ha preso una mano e lo ha morso. Via un dito».

Gli episodi negativi, magari non così eclatanti, si ripetono, nonostante la presenza in loco di forze dell’ordine,  associazioni e Servizi sociali. Conferma l’assessore, Paola Reguzzoni: «Con i senzatetto  (che tradizionalmente bazzicano l’area, Ndr) si sta sviluppando un lavoro di rete. Gli accessi al dormitorio sono controllati e sono in corso azioni di contenimento, su fragilità e dipendenze. Si attivano, quando possibile, anche iniziative di recupero e reinserimento. Ovviamente parliamo di frequentatori abituali, quelli che è possibile conoscere».

Stando alle testimonianze, l’aggressore odierno non sarebbe iscritto, condizionale d’obbligo, alla categoria. Un appartenente a quel pulviscolo sociale che sfugge alla buona volontà delle Amministrazioni comunali, dell’associazionismo, delle forze dell'ordine. Scheggia dalle traiettorie, forse, imprevedibili. 

Stefano Tosi

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