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Busto Arsizio | 23 giugno 2022, 21:15

Solidarietà, sport, economia e cultura: Busto torna a celebrare insieme i suoi grazie. «Monsignor Pagani benemerito perché si è preso cura di noi»

FOTO E VIDEO. Il sindaco: «Dopo gli anni della pandemia la festa esce dal palazzo fra i nostri concittadini» Il prevosto: «Collaboriamo per il bene comune». Le emozioni, le immagini, gli attestati ma anche un premio speciale sotto forma di applauso

Solidarietà, sport, economia e cultura: Busto torna a celebrare insieme i suoi grazie. «Monsignor Pagani benemerito perché si è preso cura di noi»

Busto Arsizio in piazza a respirare ancora la sua patronale: la sera prima, come a gustarsela meglio. Domani alle 11 spazio alla spiritualità e alla solennità della messa, ma la vigilia si è tenuta stretta - nella sua cerimonia civica - anche quella spiritualità che ispira molti nel loro agire. Attraverso la civica benemerenza e non solo.

«Dopo gli anni della pandemia, ho desiderato vivere la Patronale in modo differente, più partecipato, uscendo dal  palazzo e arrivando fra i nostri concittadini, mi piace molto e spero che i prossimi anni si possa proseguire con questo layout - ha spiegato il sindaco Emanuele Antonelli - Ci tenevo  richiamare a vivere la cosa pubblica con maggiore oggettività e serenità».

Monsignore e la cura

Dopo aver lodato il lavoro della sua squadra, la giunta, ha esteso il ringraziamento a tutti coloro che si adoperano per Busto. Il culmine della cerimonia - presentata dal consigliere comunale Alessandro Albani -, appunto, con la civica benemerenza, a monsignor Severino Pagani: «Premieremo chi in questi anni si è preso cura di tutti noi, più di qualunque altro medico o politico, che in tanti anni ho visto sempre misurato, attento e prodigo di consigli per tutti. Mai un momento per pensare solo a sé, una vita trascorsa per tutelare i più deboli, un modo di essere e di fare che ispira le nostre azioni che non siamo bravi come lui a portare avanti nel tempo, con costanza... Una persona che ha caratterizzato un decennio della nostra città, in punta di piedi, ma forse facendo tanto di più di chiunque altro per una società migliore, una città migliore, un mondo migliore».

Il prevosto ha accolto il riconoscimento davanti alla basilica di San Giovanni e ha ribadito l'importanza di favorire il dialogo tra le istituzioni «pubbliche, civile, di volontariato, sapendo che la collaborazione è fondamentale... la città ha avuto la chiesa anche come capofila, oggi non è così, è contenta di collaborare come uno dei tanti soggetti per il bene comune». 

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I premi

Sono tanti, tantissimi i premi. Pochi prendono la parola, regna l'emozione. Ma forte è ancora il richiamo all'impegno per la popolazione ucraina. Oltre a don Giuseppe Tedesco, sale sul sagrato per Aubam Antonio Tosi, ul Pedèla, che fa un richiamo preciso all'importanza della storia, anche locale.

Su questo aspetto insiste anche Antonelli: «Con lodevoli eccezioni, io credo che noi cittadini di Busto abbiamo poca consapevolezza delle nostre radici, della nostra identità, di ciò che questa città ha saputo produrre, di chi siamo e siamo stati. A volte, critichiamo il nostro modo di essere e di pensare, l’immobilismo di noi provinciali rispetto ai cittadini delle grandi aree urbane, per esempio milanesi. Si criticano, persino, le nostre radici e le nostre tradizioni. Sui social, gira un video di un nostro concittadino - che ha ripreso alcuni luoghi simbolo di Busto - e ha deciso di filmarne i lavori di restauro e ristrutturazione e di come verranno utilizzati in futuro. Un’opera meritoria dal titolo “una Storia Importante”, che non si esaurisce in un solo momento, ma prosegue, si modifica, resta viva e palpitante».

Di qui la promessa del sindaco: «Conto di rivedervi fra cinque anni, quando presumibilmente tutte le riprese saranno concluse e le opere funzionanti» 

La presidente del consiglio comunale Laura Rogora ha avuto modo di sottolineare la difficoltà di scegliere tra le moltissime candidature e anche la tragicità di questi anni «che hanno però fatto emergere le qualità positive delle persone... Tutti hanno messo in campo azioni a difesa dei fragili». A ringraziare infine il sindaco, per questo lavoro di squadra. la sua vice Manuela Maffioli.

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Ecco dunque a tutti i grazie, partendo dalle forze dell'ordine. Per i Carabinieri al vice brigadiere Giuseppe Nicotra e all’appuntato scelto con qualifica speciale Sandro Capilli; per la Polizia di Stato: al vice ispettore Antonio Grillo, all’assistente capo Francesco Nardiello, all’assistente Francesco Mormile e all’Assistente capo Vincenzo Salzano; per la Guardia di Finanza: al maresciallo aiutante Nicola Volpe e al maresciallo ordinario Andrea Carboni; per la Polizia locale: all’assistente scelto Michele Odore, all’assistente scelto Diego Bandera, al vice commissario Patrizio Pastore, al sovrintendente Giancarlo Vago, all’assistente esperto Marco Medici, all’assistente esperto Fabio Casella e al commissario Maria Cammarata. 

Per sottolineare l’impegno a supporto della popolazione durante l’emergenza sanitaria, il sindaco ha consegnato un riconoscimento speciale al Nato Rapid Deployable Corps - Italy (NRDC- ITA)  e alla Brigata di supporto, guidate rispettivamente dal generale di Corpo d’Armata Lorenzo D’Addario e dal generale di Brigata Uberto Incisa di Camerana. Consegnati gli attestati ai dipendenti comunali andati in pensione nel 2021.

Per i ringraziamenti ai concittadini che hanno ricevuto l’onorificenza dell’Ordine “al Merito della Repubblica Italiana”, il protagonista sarà Mauro Ghisellini, nominato Commendatore dal Presidente Mattarella con decreto del 27 dicembre 2021, poi i “Maestri del Lavoro” Alberto Grampa, proposto dalla ditta Leonardo S.p.A., Danilo Moretti, proposto dalla ditta Fercam e Giovanni Alberto Moretti proposto dalla ditta Brugnoli Giovanni S.p.A. Grampa riceve inoltre un ringraziamento particolare per l’importante contributo dato alla conoscenza della storia e delle origini dell’aviazione e dei suoi eroi, soffermandosi sulla storia di Busto Arsizio e sul suo aeroporto.   

La cultura vede il grazie a Giovanni Mazzucchelli, presidente della Associazione Musicale Rossini e a Paola Colombo, che dell’associazione è il motore. 

Per il supporto alla popolazione ucraina, oltre a don Tedesco e Aubam,  grazie a Casaringhio, Passaparola, la Caritas decanale, la Ssan Vincenzo. 

Un grazie speciale alla Federcasalinghe, rappresentate dalla presidente Isabella Moretto.

Quindi lo sport. Il riconoscimento alla Pro Patria Ginnastica che ha  fatto sognare i tifosi di Busto conquistando il secondo titolo nazionale di ginnastica artistica a squadre; Mattia Allesina con il suo argento nel kata ai mondiali di parakarate, ai due coach delle squadre di basket, Francesco Fabrizio (ASD Pro Patria Palla al Cesto) e Alberto Mazzetti (ASD Pallacanestro Busto Arsizio).

Una parentesi: un premio sotto forma di applauso è stato "consegnato" dal sindaco, a Patrizia Testa: «Vi chiedo un applauso per lei, che continua la sua avventura con la Pro Patria, nonostante tutto. Cara Patrizia, io posso dirti solamente che la città ti è grata, mentre non so se tu potrai dire la stessa cosa di tutti noi e aggiungo giustamente».

Ancora attestati, con economia e istruzione. Milena Origgi, la bustocca che ha ottenuto la genius green card, e Andrea Fortunato, professore dell’Istituto Crespi che si è distinto per la sua innovatività capacità di creare una rete affettiva tra i suoi alunni, ricevono l'attestato.

Si prosegue con il Premio della Bontà della Filodrammatica Ferrari, quest’anno alla Società San Vincenzo De Paoli. Il premio dedicato a Olga Fiorini - a persone che abbiano speso importante parte della propria vita al fine di educare e formare le giovani generazioni - va al professor Rosario Vadalà, che ha dedicato la sua esistenza all’educazione dei giovani anche nel ruolo di presidente della Pro Patria Ginnastica.  Il premio “Enrico dell’Acqua - difendere e garantire il futuro” a Bruno Paneghini, presidente e Ad di Reti Spa. 

Nonostante le nubi minacciose, niente pioggia: non va bene per la siccità, ma stasera grazia la patronale. Allora, è tempo di musica, con i quattro corpi musicali cittadini. È tempo di speranza.

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Riccardo Canetta e Marilena Lualdi

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