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Economia | 21 giugno 2022, 12:40

Varese, la siccità nei campi: fieno in calo del 40%, meno latte in stalla. In sofferenza anche il mais

La preoccupazione di Coldiretti: lago Maggiore ai minimi, il livello è sceso ulteriormente fino al 19,5% di riempimento dell’invaso. E nel primo giorno d’estate, il fiume Po si ritrova già a un livello più basso che a Ferragosto

Varese, la siccità nei campi: fieno in calo del 40%, meno latte in stalla. In sofferenza anche il mais

L’onda lunga della siccità si fa sentire nelle campagne, ora al limite del punto di non ritorno: se non arriveranno quelle piogge utili a placare la situazione, si va verso perdite di raccolto ingenti: già ora, nel Varesotto, gli effetti del clima secco sta provocando cali di produzione del 40% sui foraggi, ma in sofferenza è anche il mais e in stalla si munge il 10% di latte in meno.
Lo afferma Coldiretti Varese.

La situazione è sempre più drammatica nell’intera Lombardia, scrive ancora in una nota Coldiretti: livello del Po è a -3,3 metri rispetto allo zero idrometrico, più basso che a Ferragosto di un anno fa con la siccità che colpisce i raccolti, dal riso al girasole, dal mais alla soia, ma anche le coltivazioni di grano e di altri cereali e foraggi per l’alimentazione degli animali, in un momento in cui è necessario garantire la piena produzione con la guerra in Ucraina.

Il più grande fiume italiano è praticamente irriconoscibile con una grande distesa di sabbia che occupa la gran parte del letto del fiume fondamentale per l’ecosistema della pianura padana dove per la mancanza di acqua è minacciato oltre il 30% della produzione agricola nazionale e la metà dell’allevamento che danno origine alla food valley italiana conosciuta in tutto il mondo.

Coldiretti sottolinea che la situazione di carenza idrica riguarda anche i grandi laghi del Nord con il Maggiore che è ulteriormente sceso fino al 19,5% di riempimento dell’invaso e in quello di Como va ancora peggio con il 17,6% mentre nelle zone a valle serve l’acqua per irrigare le coltivazioni. Una emergenza nazionale che riguarda coltivazioni ed allevamenti travolti da una catastrofe climatica che si prefigura addirittura peggiore di quella del 2003 che ha decimato le produzioni agricole nazionali.

A soffrire il caldo sono anche gli animali nelle fattorie dove le mucche con le alte temperature, come detto,  stanno producendo per lo stress fino al 10% di latte in meno. A causa dei cambiamenti climatici più di un quarto del territorio nazionale (28%) è a rischio desertificazione da Sud a del Nord con danni che già superano secondo la Coldiretti i due miliardi di euro. La situazione è drammatica in un 2022 segnato fino ad ora da precipitazioni praticamente dimezzate con la mancanza di pioggia che in alcune zone dura da quasi tre mesi con il ricorso alle autobotti, razionamenti e misure restrittive anche per orti e giardini.

Redazione

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