Cronaca - 20 giugno 2022, 06:54

Malpensa, in valigia con la "coca da bere". La Finanza sequestra sette chili di droga: due arresti

Le Fiamme Gialle del Comando provinciale di Varese hanno smantellato un traffico internazionale di stupefacenti proveniente dal Sud America: una volta sul mercato la droga avrebbe fruttato settemila dosi. Arrestati un italiano e un ecuadoregno. Un altro ecuadoregno fermato a Milano

Malpensa, in valigia con la "coca da bere". La Finanza sequestra sette chili di droga: due arresti

I Finanzieri del Comando Provinciale di Varese hanno eseguito due arresti nonché hanno sequestrato 7 chili di cocaina liquida a conclusione di un’indagine che ha permesso di interrompere un traffico internazionale di stupefacenti proveniente dal Sud America verso l’Europa.

La Guardia di Finanza di Malpensa ha avviato l’operazione antidroga con l’arresto di un passeggero di nazionalità italiana proveniente da Montevideo (Uruguay), reo di aver introdotto nel territorio nazionale oltre 7 chili di cocaina liquida, occultata all’interno di contenitori di bevande alimentari con l’etichetta di olio di cocco e sciroppo di agave.

Le successive indagini, svolte sotto la costante direzione della Procura della Repubblica di Busto Arsizio, hanno svelato l’esistenza di un pericoloso sodalizio criminoso responsabile dell’attività dove tra i soggetti implicati, emerge anche un ecuadoregno di spicco, già ricercato in ambito europeo.

Le indagini di polizia economico-finanziaria, supportate dall’analisi dei trasferimenti di denaro, studio dei tabulati telefonici con l’informatica operativa, osservazioni, pedinamenti, accertamenti tecnici, nonché dall’utilizzo dei cani antidroga, hanno permesso di scoprire le comunicazioni che avvenivano tramite applicazioni criptate e di eseguire un’ulteriore misura di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip su richiesta della Procura della Repubblica di Busto Arsizio, nei confronti di un terzo soggetto ecuadoriano dimorante nel comune di Milano.

Quest’ultimo è stato appurato essere coinvolto nel tentativo di organizzare un’importazione di sostanza stupefacente fungendo da “referente”, ovvero da persona di riferimento in territorio nazionale per l’organizzazione.

Per i narcotrafficanti, trasformare la “polvere bianca” in cocaina liquida è un processo semplice, perché questa droga è altamente solubile e può essere miscelata con altri composti. In forma liquida, è possibile nasconderla in vari prodotti, come bottiglie di liquore o vino.

Le proprietà radiologiche della cocaina liquida sono diverse da quelle della polvere ingerita dai “corrieri ovulatori”: diventa più difficile da rilevare e quando la cocaina liquida raggiunge la sua destinazione finale, il composto può tornare al suo stato originale filtrandolo per recuperare circa il 90 per cento del prodotto.

Tale operazione di costante attività di controllo economico-finanziario del territorio effettuato dalla Guardia di finanza, volta la contrasto di ogni forma di traffici illeciti, tra i quali rientra quello internazionale di droga, con una proiezione degli interventi operativi anche oltre il sedime aeroportuale, ha consentito di disarticolare un sodalizio di criminali organizzati per introdurre nel territorio dello Stato ingenti quantitativi di stupefacenti destinati ad assicurare l’approvvigionamento di droga ai pusher che poi, ricavandone almeno 7.000 dosi, l’avrebbero distribuita nelle piazze o nei boschi dello spaccio.

Redazione

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