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Varese | 10 giugno 2022, 13:32

Buoni pasto, «debito che grava sulle spalle degli imprenditori»: la protesta di Confesercenti

Mercoledì 15 giugno è prevista anche in provincia di Varese una giornata di mobilitazione delle imprese della somministrazione e della distribuzione. L’obiettivo è quello di sensibilizzare Governo, Consip ed opinione pubblica sulle criticità legate alla gestione dei buoni pasto

Buoni pasto, «debito che grava sulle spalle degli imprenditori»: la protesta di Confesercenti

Mercoledì 15 giugno è prevista una giornata di mobilitazione delle imprese della somministrazione e della distribuzione «per dire basta all’attuale sistema dei buoni pasto, un vero e proprio debito che grava sulle spalle degli imprenditori che li accettano nelle loro attività». L’obiettivo dell’iniziativa, voluta di concerto da FIEPET Confesercenti e le altre maggiori associazioni di settore, è quello di sensibilizzare Governo, Consip ed opinione pubblica sulle criticità legate alla gestione di questo metodo di pagamento «che prevede dei costi insostenibili per le imprese, pari circa al 30% del valore nominale del buono stesso».

«Tale azione - prosegue la nota di Confesercenti - si pone al culmine della campagna di sensibilizzazione avviata lo scorso 7 maggio con la Conferenza congiunta delle Associazioni firmatarie dell’iniziativa, per chiedere una riforma del sistema di erogazione ponendo l’attenzione su due aspetti fondamentali: la salvaguardia del valore nominale dei buoni e la definizione di tempi certi di rimborso da parte delle società emettitrici».

«Ben venga questa iniziativa a carattere nazionale e che la sede territoriale di Varese sposa riconoscendo il problema anche tra gli associati della provincia. La situazione è veramente fuori controllo: non si possono sostenere delle commissioni così alte - afferma Enrico Introini, Presidente territoriale FIEPET Confesercenti -. Per noi ristoratori, la situazione è stata già difficile con il Covid-19, la guerra e l’aumento del costo delle materie prime hanno peggiorato la salute di questo settore fondamentale per l’economia italiana. I prezzi al cliente non possiamo aumentarli e rinunciare al pagamento attraverso i buoni pasto per alcune realtà non è possibile perché vorrebbe dire perdere clientela».

«Commissioni al 20/30% sul valore nominale sono esagerate considerando che il margine sul pasto servito non è del 30%: il rischio è di essere sempre in perdita - continua Introini - È necessario rivedere tutta la filiera dalla produzione/emissione sino al rimborso per raggiungere una soluzione che sia sana per tutti».

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Redazione

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