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Scuola | 09 giugno 2022, 08:42

Liceo Crespi: «Entusiasmo di fine anno degenerato. Ciascuno rifletta sul significato di senso civico»

Anche in via Carducci a Busto Arsizio alcol e vetri in strada e schiamazzi. La dirigente Boracchi scrive ai ragazzi: «Offerta una pessima immagine dell'istituto, il cui volto sono i nostri studenti»

Il liceo Crespi è in centro e quando accaduto non è sfuggito agli sguardi dei bustocchi

Il liceo Crespi è in centro e quando accaduto non è sfuggito agli sguardi dei bustocchi

L'euforia per la fine dell'anno scolastico si è trasformata in eccessi e gesti deprecabili in diverse scuole e i dirigenti a Busto si stanno rivolgendo ai ragazzi con fermezza. Dopo lo stop al ballo di fine anno all'Ite Tosi (LEGGI QUI) la dirigente del liceo Crespi Cristina Boracchi ha scritto agli studenti.

Anche in via Carducci si è assistito a spettacoli simili ad altri istituti: alcol e vetro a terra, come altri rifiuti, carta igienica lanciata, schiamazzi. Come se tolto il tappo - dopo due anni delicati di convivenza con la pandemia - i comportamenti fossero diventati incontenibili. Non tra tutti i ragazzi, anzi c'è chi dice che girassero anche ex studenti o comunque giovani che non c'entravano. Certo, il liceo Crespi è una scuola centralissima rispetto ad altre e lo spettacolo non è sfuggito agli sguardi dei bustocchi.

La professoressa Boracchi ha scritto a ragazzi e famiglie: «Spiace rappresentare che in data odierna il legittimo entusiasmo per la fine di un anno scolastico, ancora faticoso, è degenerato in comportamenti lesivi del bene pubblico: non solo si è verificata la presenza di alcolici in strada con residui di vetri e bottiglie, carte, mascherine gettate per terra, schiamazzi continuativi lesivi della quiete pubblica, ma, ancora più grave, non si è per nulla avuto rispetto del lavoro altrui». Come all'Ite Tosi, è toccato agli operatori scolastici intervenire e riportare in condizioni accettabili il contesto.

«Nessuno si è reso conto - osserva la dirigente - del fatto che i collaboratori scolastici non sono al servizio degli studenti per pulire le sozzure che lasciano dietro di sé, né è nel loro mansionario professionale».

Questo elemento e i fatti verificatisi non favoriscono il dialogo e offrono «una pessima immagine dell'istituto, il cui volto, come noto, sono i nostri studenti».

A questo punto, chiude la dirigente,, confida «che dal punto di vista educativo ognuno si assuma le proprie responsabilità e perlomeno rifletta sul significato di senso civico e sulla cultura del limite che è alla base di una sana convivenza civile».

Ma. Lu.

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