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Territorio | 26 maggio 2022, 07:00

Quando la tecnologia esagera: ne parla Silvano Petrosino, invitato dall'Ucid

Mercoledì 8 giugno all’Idea Verde di Olgiate Olona, il professore tiene un incontro organizzato dall’Unione cristiana imprenditori dirigenti, intitolato “Verità e tentazione della tecnica”

Professor Silvano Petrosino

Professor Silvano Petrosino

La tecnologia digitale non sta forse osando un po’ troppo? È così utile la sua strapotenza o forse ci si potrebbe accontentare di computer e cellulari anche non dell’ultima generazione? Un tema delicato questo che investe la vita di ciascuno di noi, quotidianamente alle prese con una tecnologia che forse sta compiendo passi da gigante, ma trascurando aspetti fondamentali dell’essere uomini.

A sviscerare il delicato argomento del rapporto uomo-ricerca spetterà a un relatore dal curriculum di tutto rispetto: il docente di filosofia teoretica all’università Cattolica del Sacro cuore di Milano, Silvano Petrosino. Ne parlerà mercoledì 8 giugno (ore 19.50) al Ristorante Idea Verde a Olgiate Olona nel corso di una serata organizzata dall’Ucid, dal titolo: “Verità e tentazione della tecnica”.

Così la sezione bustese, Alto milanese e Valle Olona dell’Ucid, l’Unione cristiana imprenditori dirigenti, ha pensato bene di affidare questo tema cruciale al professor Petrosino. Il sodalizio è rimasto affascinato da un testo del professore di filosofia dedicato alle “Molte verità dell’era digitale” dove si leggeva: «E’ una verità: la tecnologia digitale mette al servizio degli uomini strumenti di cui essi non hanno alcuna concreta necessità. In effetti la potenza di tali strumenti è ormai così elevata che soltanto in piccolissima parte essa viene utilizzata per risolvere le difficoltà della vita quotidiana. I computer e i cellulari, ad esempio, sono in grado di compiere operazioni che vanno ben al di là di quelle necessarie per vivere normalmente. In altre parole: la stragrande maggioranza dei consumatori acquista e usa apparecchiature digitali di cui in verità non ha alcun bisogno. Ma quando la ragione diventa tecnica, può essere ancora possibile sottoporla al giudizio di se stessa?».

Silvano Petrosino, fin dalla laurea in filosofia nel 1978 in Cattolica, si è dedicato allo studio della filosofia contemporanea, in particolare alla riflessione sull’opera di Husserl, Heidegger e soprattutto sul pensiero francese del dopoguerra, soffermandosi sugli scritti di Emmanuel Lévinas, Jacques Derrida e Jacques Lacan. Attraverso le sue traduzioni e monografie, ha introdotto in Italia il pensiero di Lévinas e Derrida. Nel 1985 ha intrapreso la carriera accademica, ricoprendo incarichi all’Università della Calabria e la “Tor Vergata” di Roma. Nel 1997 ha iniziato il percorso di insegnamento all’Università Cattolica del Sacro Cuore nelle sedi di Milano e Piacenza.

Laura Vignati

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