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Cronaca | 25 maggio 2022, 11:12

Animatore varesino accusato di stupro. La ragazza in Aula: «I messaggi sul cellulare? Non ricordo»

Continua il processo a carico del giovane che deve rispondere di violenza sessuale dopo la denuncia di una turista quindicenne all'epoca dei fatti avvenuti in un villaggio turistico a Creta

Animatore varesino accusato di stupro. La ragazza in Aula: «I messaggi sul cellulare? Non ricordo»

I messaggi sul cellulare, scambiati nelle ore successive ai fatti? «Non ricordo». Il tempo è trascorso per la ragazza originaria della provincia di Pavia che nell’estate del 2017, quando aveva 15 anni e si trovava in vacanza con i genitori in una località turistica dell’isola di Creta, si era affezionata ad un animatore varesino, poco più che ventenne, dipendente della struttura dove era ospite, arrivando a consumare con lui il primo rapporto sessuale della sua vita. 

Il ragazzo è oggi accusato di violenza sessuale perché diverse settimane dopo i fatti (QUI i dettagli), al rientro in Italia, la giovane confessò ai genitori che quel rapporto - a seguito del quale fu sottoposta ad un intervento chirurgico per una estesa lesione vaginale - non era stato consenziente. 

Passò del tempo, come detto, tra il trauma patito dopo quel momento di intimità - avvenuto vicino scogli, fuori dal villaggio turistico - e la confessione. Ed è in quel tempo trascorso che i giudici del collegio del Tribunale di Varese speravano di trovare indicazioni utili in vista dell’atto conclusivo della delicata vicenda, per cui il pubblico ministero ha chiesto la condanna dell’imputato a 7 anni e 6 mesi di reclusione (clicca QUI). 

La persona offesa, sentita in aula nel pomeriggio di ieri, proprio su richiesta dei giudici, ha affermato però di non ricordare nulla circa quello scambio di messaggi con l’animatore, difeso nel procedimento dall’avvocato Veronica Ligorio. I testi delle chat sono importanti perché, secondo la tesi difensiva, proverebbero che da parte dei due giovani non vi erano preoccupazioni per quanto successo, perlomeno non sul piano della presunta violenza, che non era argomento di discussione tra i due. A livello professionale l’animatore pagò invece nell’immediato le conseguenze di quella relazione: fu licenziato perché approfondendo la “conoscenza” di un’ospite della struttura era andato contro le regole imposte ai dipendenti dalla società che gestiva le attività di svago nella struttura ricettiva. 

In estate si tornerà in aula per le considerazioni delle parti alla luce di quanto emerso nell’audizione di ieri. Poi arriverà il momento della sentenza.

Gabriele Lavagno

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