Economia - 06 maggio 2022, 15:17

Il sistema di riforme previsto dal PNRR può rinnovare davvero le Amministrazioni Locali?

Analisi, riflessioni e indicazioni di una ”addetta ai lavori”, Monica Salvo, caposezione ai Servizi Sociali del Comune di Varese, che da anni è impegnata nella Pubblica Amministrazione

Il sistema di riforme previsto dal PNRR può rinnovare davvero le Amministrazioni Locali?

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Monica Salvo, caposezione ai Servizi Sociali del Comune di Varese, che riflette sugli impatti che le riforme previste dal Pnrr avranno sulle pubbliche amministrazioni.  

«Pubblica Amministrazione ante e post Covid, è questa una nuova definizione temporale che scandisce gli ultimi anni. La pandemia ha creato un solco profondo tra il prima e il dopo, dando origine ad un rinnovamento involontario ma necessario di tutto il sistema lavorativo, pubblico e privato. Ma mentre il privato da sempre riesce a riadattarsi e a modernizzarsi stando al passo coi tempi, la P.A. fatica per definizione a compiere questo salto.

Si prospetta però un'occasione unica, che non si può ignorare se si vuole realmente ridurre e, perché no, annullare quel divario che troppo spesso abbiamo vissuto tra cittadini e imprese da un lato e P.A. dall'altro. Questo vale in maniera ancor più forte nelle realtà più vicine ai cittadini, le Pubbliche Amministrazioni Locali (P.A.L.), enti di prossimità a cui viene più facile e più spontaneo rivolgere una domanda e da cui ci si aspetta, con altrettanta facilità, una risposta.

Il cittadino è da sempre portato a considerare le istituzioni locali come erogatori di servizi, da quelli visibili e tangibili a quelli astratti ma altrettanto se non ancor più essenziali. Ma forse pochi hanno la consapevolezza che dietro quel sistema, dietro quegli sportelli a cui per accedere si fa la fila, c'è un vero e proprio “sistema azienda”, che per produrre deve funzionare e - partendo dal presupposto che le “aziende pubbliche” si sostengono economicamente con il denaro pubblico, vale a dire con i soldi dei contribuenti – deve funzionare bene.

Cerchiamo a questo punto, dopo queste premesse, di porci una domanda concreta e tentiamo di dare una risposta: può il sistema di riforme previsto dal PNRR rinnovare davvero le Amministrazioni Locali? Certamente una spinta propulsiva era necessaria e il PNRR rappresenta senza dubbio questa spinta. Pochi sanno che il PNRR non sarà solo opere e infrastrutture ma che una parte sostanziale di esso si tradurrà in riforme.

La riforma della Buona Amministrazione in particolare rappresenterà una svolta decisiva e un occasione per ricostruire la fiducia dei cittadini verso le istituzioni, ma è fondamentale che questo rinnovamento sia accompagnato anche da una prospettiva di cambiamento nella gestione delle risorse umane. Le Amministrazioni pubbliche infatti non sono solo procedure e burocrazia ma sono anche e soprattutto capitale umano ed è il valore professionale e individuale che contribuisce a rendere attrattivo e positivo un ambiente di lavoro, nel pubblico esattamente come nel privato.

Una riflessione andrebbe fatta per valutare l'introduzione,  anche in questi contesti, di un concetto, già in uso nel privato, chiamato Employee Value Proposition (EVP), vale a dire la proposta di valore che l'azienda offre, che non può esclusivamente tradursi in retribuzione e benefit, ma che deve esprimersi anche in senso di appartenenza, percorsi di carriera, cultura e visione aziendale.  

Può apparire un concetto banale, di cui si è a lungo parlato ma occorre domandarsi quanto queste espressioni di valore siano state realmente messe in atto, quanto di ciò che si è scritto e professato è stato fatto. Proviamo ad elencare quei fattori che possono far intraprendere alle aziende pubbliche un percorso di crescita del potenziale umano, in grado di attrarre e mantenere talenti e prima ancora di riconoscerli.

Quali sono gli ingredienti più importanti, senza i quali il risultato non sarà mai quello atteso? Abbiamo citato il potenziale, 1° ingrediente, cioè la capacità di un individuo di crescere, assumersi responsabilità ed essere in grado di ricoprire ruoli più impegnativi in futuro.

Per fare questo occorre pensare e mettere in atto piani di sviluppo individuale che miscelino due componenti: la competenza e la personalità, arrivando a tracciare e ad identificare il vero contributo che ciascuno può dare alla propria azienda. La motivazione, 2° ingrediente, cioè l'insieme delle funzioni mentali che indirizzano i comportamenti. Senso di appartenenza, 3° ingrediente, che parte innanzitutto da ciò che si percepisce rispetto a se stessi, in primo luogo il sentirsi rispettati come persone.

Cultura aziendale, 4° ingrediente, di cui fanno parte identità e visione. Infine, ultimi due ingredienti di questa ricetta: talento e leadership. Una realtà che sa vedere il talento, sa dargli valore, lo sa riconoscere e sa come trattenerlo è sicuramente una realtà potenzialmente vincente. Non solo compito, funzione e mansione ma anche attitudine e profilo personale.

Infine leadership, da selezionare certamente non attraverso l'esclusiva analisi delle competenze tecniche bensì anche attraverso la valutazione delle competenze e delle caratteristiche personali nonché del valore aggiunto esperienziale: equilibrio, buon senso, capacità organizzativa, capacità gestionale, capacità di relazione e di valorizzazione del personale.

Nel complesso quindi dal PNRR e dalle sue riforme può derivare un mix vincente composto da tre macro fattori: semplificazione delle procedure, digitalizzazione e valorizzazione del capitale umano.

A proposito di capitale umano, potenziale e talenti concludo con una citazione tratta dal film “Il diavolo veste Prada”: "alle risorse umane hanno davvero un gran senso dell'umorismo, milioni di ragazze ucciderebbero per questo posto", è quello che dice la segretaria di Miranda Priestly quanto incontra la nuova assunta, Andrea.

L'aver scelto una persona completamente inesperta ed estranea al mondo della moda poteva apparire una follia ma è molto probabile che quella scelta fosse motivata dall'aver visto del potenziale da coltivare e far crescere. E il tempo confermerà il valore della scelta».

 

Redazione

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