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Calcio | 02 maggio 2022, 11:09

"Con le mani Ciao Ciao": il novarese Benassi saluta la D e il Varese con stile e sportività. Forse non sa cosa accadde con la "C" di Pesoli...

Un lenzuolo issato nei festeggiamenti per la promozione azzurra dall'autore del gol di mano al Franco Ossola che decise la sfida tra Varese e Novara elegge a simbolo della stagione un momento davvero "esemplare". Chieda all'ex biancorosso Pesoli cosa accadde dopo che fece il gesto (con le mani) della "C" augurando la retrocessione dalla B a Masnago

Lo striscione-feticcio passato dalla tribuna al campo e poi alzato "con le mani" da Maikol Benassi e dai suoi compagni ieri durante la festa promozione al Piola del Novara

Lo striscione-feticcio passato dalla tribuna al campo e poi alzato "con le mani" da Maikol Benassi e dai suoi compagni ieri durante la festa promozione al Piola del Novara

"Con le mani Ciao Ciao": l'attaccante novarese Maikol Benassi saluta la serie D ed, evidentemente, il Varese con uno striscione apparentemente ingegnoso e frutto di  meticolosa preparazione issato al cielo dopo la vittoria del campionato e la promozione in serie C dei piemontesi. Il lenzuolo-feticcio, passato di mano in mano dalla tribuna del Piola ai giocatori in campo durante la festa di ieri, è stato poi fonte di numerosi selfie ricordo.

Quattro mesi dopo quell'1-0 di mano al Franco Ossola che decise lo scontro tra la prima e l'allora seconda in classifica, evidentemente Benassi - ben spalleggiato - ha deciso di elevare a simbolo del campionato e della stagione il suo "capolavoro" finora inconfessabile: chapeau.

Accadde la stessa cosa con Emanuele Pesoli, quando si presentò in serie B nel 2014 al Franco Ossola da ex difensore del Varese e, dopo aver battuto i biancorossi con il Carpi, fece il segno della "C" con le mani - ci risiamo - alla tribuna di Masnago, augurando la retrocessione alla sua ex squadra che sembrava destinata alla categoria inferiore. E che invece andò a salvarsi ai playout, mandando in serie C - ci risiamo - proprio il Novara. Scherzi del destino e di chi ci scherza.

Sarebbe forse bastato chiedere consiglio a Pesoli per evitare di sfidare il fato e correre il rischio di ritrovarsi il Varese tra i piedi, che poi sono quelli che contano, in serie C magari dopo i playoff e l'eventuale ripescaggio. Sarebbe, quest'ultimo, un vero colpo di mano della sorte. 

Intanto la serie D, un campionato alla mano e in buone mani, riserva ai vincitori del campionato un meritato applauso: con le mani, ça va sans dire.

A.C.


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