«Cosa ci dobbiamo dire? Che non possiamo prendere un gol al 93' su calcio piazzato dopo una partita condotta e che non hai chiuso? Non dobbiamo né nasconderci dietro un dito, né per quanto possibile fare drammi anche perché il morale, in questo momento, è quello di chi ha perso 4-0» dice Gianluca Porro, il volto dell'onestà, che appare distrutto alla fine dopo una gara vissuta da indemoniato e in cui ha trasmesso anche a tutti i presenti al Franco Ossola la sua voglia di provarci e crederci (infatti la squadra ha giocato sempre all'attacco, a costo di subire il 2-0 ma, poi, anche di fare il 3-1: leggi QUI).
«Quando hai fame di obiettivi, devi tenere alta la tensione fino a dopo il fischio finale» aggiunge il tecnico. Che poi prosegue: «Abbiamo prodotto conclusioni e la mole di gioco non è stata fine a se stessa come a Sanremo. Abbiamo avuto la partita in mano, l'abbiamo ribaltata e fino a quel cavolo di calcio d'angolo non c'era stato niente dall'altra parte».
Chiediamo a Porro, un po' ingenerosamente, delle indecisioni decisive del portiere Trombini: «Non mettiamo la croce addosso a nessuno. Prendiamo gol da chi colpisce da solo a due metri dalla porta. Piuttosto che farglielo fare io prendo rosso, espulsione e rigore».