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Busto Arsizio | 29 marzo 2022, 07:30

Nuovo ospedale e sanità, Farioli propone un comitato: «Rendiamo partecipe la società civile»

Dopo l’incontro di sabato, l’ex sindaco rilancia la creazione di un comitato aperto a «associazioni imprenditoriali e dei consumatori, architetti, ingeneri, responsabili del mondo del credito, fondazioni e così via», che accompagni il percorso del nuovo ospedale e della nuova offerta sanitaria territoriale. «In modo da realizzare qualcosa che la società senta come proprio»

Nuovo ospedale e sanità, Farioli propone un comitato: «Rendiamo partecipe la società civile»

La riuscita dell’incontro su sanità e nuovo ospedale tenutosi per volontà di Officina delle Idee 2.0 e Fondazione Carnaghi Brusatori (leggi qui) ha soddisfatto gli organizzatori. E per Gigi Farioli, promotore della prima associazione e capogruppo consiliare di Popolo, Riforme e Libertà, le iniziative legate a questo importante tema non si esauriscono con il confronto pubblico di sabato scorso.

L’ex sindaco, infatti, ha avanzato l’idea di creare un comitato: «La mia è una proposta fatta alla società civile di Busto Arsizio e della zona – precisa –. L’ospedale di Busto fu realizzato partendo da una congrega che si riuniva nei pressi dell’odierna Santa Maria. Oltre a molti munifici mecenati, furono questi cittadini a promuovere la costruzione della struttura che andò a sostituire l’ospedale di allora, ossia l'attuale municipio».

Fatte le dovute distinzioni, «perché non lanciare oggi un comitato – con rappresentanti istituzionali ma anche figure della realtà civile – che segua e accompagni il percorso del nuovo ospedale e della nuova offerta socio-sanitaria territoriale, garantendo così grande collaborazione e partecipazione, grande trasparenza e una grande forma di dibattito pubblico costruttivo».

Farioli auspica l’adesione di «associazioni imprenditoriali e dei consumatori, architetti, ingeneri, responsabili del mondo del credito, fondazioni e così via». Perché «un investimento di questo genere tocca aspetti trasversali, che non riguardano soltanto l’impatto urbanistico».

Insomma, l’invito è esteso a «tutte le forze vive e autorevoli della società, possibilmente anche di Gallarate, della Valle Olona e dell’Alto Milanese. Senza ovviamente che questo vada né a togliere fiato né responsabilità agli organi competenti. Si tratterebbe di una sorta di comitato di accompagnamento e sostegno, che sappia raccogliere consigli e indirizzi.
In modo da realizzare qualcosa che la società senta come proprio. Significherebbe rendere tutti partecipi di questo grande investimento che deve essere di tutti e per tutti».

R.C.

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