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Economia | 16 marzo 2022, 14:24

Il Salone del Mobile di Milano vuole fare l'en plein con l'edizione numero 60. Dopo la pandemia la guerra: «Ma sapremo aprire nuove strade»

Il Teatro Lirico rinato cornice simbolica della presentazione della vetrina mondiale del design. Giovani e sostenibilità grandi costruttori. Le ripercussioni del conflitto su aziende e mercato, ma anche la speranza. La presidente Maria Porro: «Noi siamo un crocevia di culture»

La presentazione del Salone nel rinato Teatro Lirico, intitolato a Gaber

La presentazione del Salone nel rinato Teatro Lirico, intitolato a Gaber

Un teatro rinato: è questa la cornice simbolica che ha raccontato la sessantesima edizione del Salone del Mobile di Milano, in arrivo il 7 giugno. Al Lirico, intitolato a Giorgio Gaber un importante assaggio di orgoglio e fiducia, perché dopo il coraggioso SuperSalone dello scorso settembre verranno occupati tutti i padiglioni della Fiera a Rho: si raggiungeranno quasi 200mila metri quadrati di superficie netta espositiva, sfiorando i 2.100 espositori – di cui 600 i designer del SaloneSatellite – con un 25% di aziende estere.

Costruttori di ponti

La presentazione, moderata da Luca Dondoni, ha dunque messo a fuoco un Salone del Mobile doverosamente ambizioso, desideroso di dare ancora maggiore spazio ai giovani e alla sostenibilità, nonché di tenersi stretto l’alleato scoperto forzatamente nella sua potenza durante la pandemia, ovvero il digitale.

Già, la pandemia. Chiuso il periodo più terribile del virus, resta la terribile presenza della guerra.  «Veniamo da due anni difficili, ma siamo riusciti a realizzare il Supersalone a settembre – ha sottolineato la presidente Maria Porro – Ora, noi siamo costruttori di ponti. Mettiamo al centro il lavoro delle aziende, non possiamo dimenticare ciò che accade ai confini dell’Europa e faremo una donazione con FederlegnoArredo e FederlegnoArredo Eventi».

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Essere qui è crederci, un gesto di responsabilità, ha rimarcato il sindaco di Milano Beppe Sala. Un momento di ripartenza e fiducia già si era assaggiato lo scorso anno con il Supersalone, ha ricordato l’assessore regionale Stefano Bolognini.

Il SaloneSatellite - una perla come l'ha definito Porro - sarà in pole position in fiera.

Pace con la natura

Protagoniste le aziende anche attraverso il loro percorso di sostenibilità che si ritaglia una location speciale nel padiglione 15 con  “Design with Nature”: un progetto sviluppato insieme all’architetto Mario Cucinella: riflette sui temi dell’economia circolare e del riuso, partendo dall’idea che la città sia la possibile “riserva” del futuro, dove trovare gran parte delle materie prime utili alla costruzione.

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In quest’ottica, le aree urbane diventano, di fatto, una nuova opportunità per ridurre l’impatto ambientale. Tre i filoni: la transizione ecologica, la casa come primo tassello urbano e  ancora la città come miniera. «C’è una nuova amicizia con la natura da ritrovare dopo 200 anni» ha ribadito Cucinella.

Parlerà e coinvolgerà tutti, il Salone, grazie anche a un illustratore come Emiliano Ponzi. Racconta con sei manifesti – ma soprattutto la realtà aumentata, perché si sia coinvolti attivamente – l’evoluzione della città e degli stili. Non mancheranno  tre talk, affidati  a Maria Cristina Didero, Chiara Alessi e Beatrice Leanza: sostenibilità, 60 anni di storia e digitale. Quest’ultimo alleato durante la pandemia è diventato ormai un amico imprescindibile per le imprese e quindi per la fiera. Già oggi la presentazione era in streaming per dialogare con tutto il mondo. Già il mondo.

Dopo aver affrontato altri temi, dalla Scatola Magica alla borsa di studio del PoliDesign alla memoria di Manlio Armellini, la conclusione con il riferimento al mercato.

Mercato ancora scosso

La schiarita, netta dopo il periodo buio del Covid, ora vacilla. Il presidente di FederlegnoArredo Claudio Feltrin l’ha rilevato: «Stavamo godendoci un minimo i risultati del 2021 per la nostra filiera…». Detto in cifre, il Macro sistema arredamento e illuminazione ha chiuso il 2021 con un +11% rispetto al 2019, per un valore complessivo di fatturato pari a oltre 26 miliardi di euro (erano 23,5 nel 2019) e un saldo commerciale attivo pari a 9,3 miliardi di euro in crescita del +19,7% sul 2020 e del +9,3% sul 2019.

Poi la guerra, che oltre ad essere una tragedia, ha ripercussioni ulteriori sulle difficoltà di approvvigionamento delle imprese. Da Ucraina, Russia e Bielorussia importiamo circa il 5,3% di tronchi, pannelli e segati che valgono 468.948 metri cubi (dati inizio 2021) sui circa 9 milioni di metri cubi totali che arrivano in Italia da tutto il mondo. Insomma, Russia vale il 2,5%, l’Ucraina il 2,3% e la Bielorussia lo 0,5%. Ma soprattutto il peso russo sull’export della filiera legno-arredo è pari a 410 milioni di euro (dati aggiornati a novembre 2021) calato del 6% sul 2019.

Nella "classifica" dell'export del macro sistema arredamento la Russia è il nono Paese, dietro a Cina, Spagna e Belgio. Una situazione delicata, ancora, per le imprese dunque. 

Il Salone però ne ha affrontate tante, dal 7 al 12 giugno saprà dare la fiducia che serve, ne sono tutti convinti. Aprire nuove strade, ancora una volta, come ha concluso la presidente Porro.

Marilena Lualdi

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