In Italia l’attenzione verso il settore dell’intrattenimento è sempre stata elevatissima, anche per via di una tradizione radicata nei secoli. Basti pensare che i casinò italiani sono stati tra i primi a credere nei cabinati e oggi le slot machine disponibili online sono numerose. Il fatturato del settore non è mai molto continuo, ma si parla comunque di cifre piuttosto alte, di qualche decina di miliardi di Euro. Le lotterie, che sembrerebbero in crisi, continuano a generare un indotto di un paio di miliardi all’anno. Insomma, in Italia il gioco continua a macinare numeri, specie nelle regioni del Nord, dove si trovano i giocatori più assidui.
Anche il comparto dei videogiochi ha conosciuto un’impennata considerevole nei guadagni da quando Internet ha permesso a tutti di giocare a distanza. In Italia il fatturato al riguardo è di 2,2 miliardi di Euro, almeno 1/5 in più rispetto a un lustro fa. Nel nostro territorio nazionale sono oltre 150 le imprese che si occupano di videogiochi, ma non è da escludere che l’inizio della nona generazione di console e l’approdo degli e-sports alle Olimpiadi garantisca ulteriore e nuova linfa al movimento. Nello Stivale i gamer sono molti di più di quanto si potrebbe pensare dato che più della metà della popolazione vede nei videogiochi il proprio passatempo ideale. Anche l’età media dei giocatori si è alzata: un tempo gamepad e console erano solo appannaggio di ragazzi e bambini, ma ormai non sorprendere trovarsi davanti genitori che giocano insieme ai figli sul divano.
Va da sé che il mercato e gli interessi economici legati a questo business spingano le software house di tutto il mondo a proporre sempre di più. A tal proposito si potrebbe parlare di una vera concorrenza spietata e ne abbiamo avuto un esempio calzante proprio di recente, quando la Sony ha acquisito Bungie e la Microsoft si è assicurata l’accordo con Activision Blizzard, con tanto di momenti di panico tra i gamer che iniziano a chiedersi su quali sistemi usciranno esattamente i loro giochi preferiti previsti nella “Next-gen”. La console più venduta attualmente è la PlayStation 5, messa in commercio verso la fine del 2020: in tutto il globo sono già 17 milioni le copie distribuite.
E per quanto riguarda i giochi sotto l’egida dello Stato? In Italia gli incassi annuali sono di almeno 440 milioni di Euro. All’inizio del 2021 lo stesso dato rivelava una somma di “appena” 150,8 milioni. Oggi 300 milioni deriverebbero dal prelievo erariale e dalle tasse applicate ai vari tipi di slot, mentre 88,8 milioni vengono ricavati dal Lotto e 17,6 milioni dalle altre attrazioni. Bisogna contare inoltre 28 milioni tra quote dell’imposta unica sui giochi di abilità e diritti erariali sui concorsi pronostici.
Un tema che ha fatto molto discutere di recente è stato quello dei canoni di concessione per l’apertura delle sale, che potrebbero essere rivisti nel prossimo futuro. Più di 30 milioni di Euro vanno allo Stato proprio grazie a questi canoni, che riguardano anche la gestione della rete telematica per le apparecchiature moderne. Insomma, il 2022 è iniziato da poco, ma il settore del gioco ha già dimostrato che non si può certo parlare di crisi.