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Busto Arsizio | 01 marzo 2022, 04:52

VIDEO. I bimbi ucraini giunti a Busto nella notte: «Via dalle bombe. Adesso nanna, domani mangiamo le lasagne e giochiamo»

Alle 4.30 dopo 20 ore di pulmino sono arrivati davanti alla chiesa di Busto Arsizio. Don Giuseppe Tedesco: «Ci ha aiutati il Signore. Sorpresi dall'affetto di tutt'Italia». Le famiglie: «Avevamo le ali ai piedi». ll sindaco Antonelli: «Un miracolo dopo l'altro, adesso il più grande è fermare la guerra»

Una parte del gruppo di ritorno dalla Polonia, accolto dal sindaco

Una parte del gruppo di ritorno dalla Polonia, accolto dal sindaco

Via, via dalle bombe: adesso una buona nanna. E domani «lasagne e poi giochiamo». Brilla la serenità finalmente negli occhi dei bimbi ucraini portati in Italia, a Busto Arsizio, da don Giuseppe Tedesco e dai volontari che sono andati a prenderli in Polonia: qui si erano rifugiati per sfuggire alla crudeltà della guerra. Il gruppo di Busto era partito domenica mattina presto, eccolo di ritorno davanti alla chiesa di San Giuseppe martedì nella notte che confina con l'alba. L'alba della speranza per questi piccoli e due giovani mamme.

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A dare loro il benvenuto, il sindaco Emanuele Antonelli. C'erano due bambini di 9 anni, una di 11, un altro di 13, uno di 14 e uno di 15 anni e una giovane mamma 23enne con la neonata di 14 giorni, oltre a un'altra madre con bimba che si è aggiunta per la gioia di tutti. Aiutare il più possibile, era la missione.

I bimbi stanchissimi, ma con il sorriso che splendeva nella notte, sono andati subito nelle case delle famiglie e dal parroco di San Giuseppe. 

Don Giuseppe che ha commosso l'Italia... «Non me l'aspettavo, è stata una sorpresa, non è stata una cosa voluta, cercata. Tutti ci hanno aiutato... il Signore ci ha aiutato, se no sul pulmino 20 ore non ci stai».

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«Si volava per andare a riprenderli, avevamo le ali ai piedi. Quando abbiamo saputo che avevano superato il confine, ci siamo detti: dobbiamo andare» osserva Francesca Luana Giordano, mamma di Ferno, che con il marito ha fatto parte di questa spedizione del bene per portare a casa i suoi bimbi, già ospitati, coccolati, accuditi. Annuiscono felici, questi bimbi, mentre un altro è sul pulmino del don, accoccolato sul sedile: lo guardi e vedi il sorriso che lotta con il sonno.

Gli altri ripartono subito con le loro famiglie.

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 «La prima cosa che mi hanno comunicato era la loro felicità di essere via dalle bombe, mi ha commosso» ha detto il sindaco. Aggiungendo: «Un  miracolo dopo l'altro, adesso quello più importante è fermare la guerra».

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La felicità cancella la stanchezza dagli occhi, ma dopo questo lungo viaggio, quasi 3mila chilometri, bisogna andare a riposarsi. Domani ci sarà tempo di ritrovare gli amici e sentirsi a casa, fino in fondo. Anche di guardare le partite insieme, e qui spunta il delizioso colpo di scena: i ragazzini sono interisti, mentre don Giuseppe è noto tifoso milanista. «Piano piano li farò cambiare» assicura il sacerdote. I bimbi rispondono che no, non ci riuscirà.

Benvenuti a Busto, piccoli, dove potete ridere e giocare: essere bambini.

Marilena Lualdi

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