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Varese | 04 febbraio 2022, 15:57

VIDEO. A Varese uno scrigno del buon bere. «Vado a toccare il cuore, non solo il palato»

Cresce la passione dei varesini e non solo per vini, birre e alcolici artigianali, e così Francesco Mangia, titolare di Luppoli e Uva, amplia il negozio in via Sanvito e ci racconta tutte le nuove tendenze in città: «Con il lockdown è aumentata l'attenzione per i prodotti di nicchia e a chilometro zero. Ditemi chi portate a cena, e vi dirò cosa proporgli»

VIDEO. A Varese uno scrigno del buon bere. «Vado a toccare il cuore, non solo il palato»

Cambia sede e si espande un tempio del buon bere a Varese. Luppoli e Uva, rinomata enoteca di Masnago, dopo i continui apprezzamenti dei varesini e una clientela cresciuta nel tempo anche in provincia, si rinnova nella nuova location di via Sanvito 111, non lontano dall'ex cinema Vela. 

Cambia il negozio, che incrementa la sua offerta, ma non cambia la competenza e la capacità di dare il consiglio giusto ai clienti di Francesco Mangia, che opera da anni nel settore.

Motore dell'attività è la passione di Francesco che, negli anni, ha setacciato mezza Europa alla ricerca di prodotti di altissima qualità figli dei territori visitati, dalle birre tedesche artigianali Aur, Kug e Maisach ai vini di nicchia dell'Agrigentino o a quelli sardi impreziositi dalle etichette disegnate a mano dal pittore Antonio Marras per Sella&Mosca, dai 15 gradi del Verdicchio di CasalFarneto che ci porta a Serra de' Conti, nell'anconetano, al Gewürztraminer trentino di Corvée in Valle di Cembra, con il numero di bottiglie prodotte per ogni annata stampato sul retro.

«Ditemi chi portate a cena, e vi dirò che vino proporgli» dice Francesco. Nel negozio, vero e proprio scrigno di segreti per chi ama il gusto, si trova un po' di tutto: dal whisky giapponese alla birra dei monaci benedettini di Norcia, passando per le bollicine della Franciacorta, gin, bianchi e rossi delle regioni italiane fino a prodotti a chilometro zero. Tra questi spicca la neo arrivata birra "Var", che nasce nella nostra città, e il noto "Orso Verde" di Busto. C'è spazio per il buon bere, ma anche per il palato: da non perdere, la Giardiniera di Toto prodotta a Comerio

«Vado a toccare il cuore, oltre che il palato - racconta Francesco - A chi mi chiede il sole e il sapore della Sicilia, propongo bianchi, rossi e rosati del Baglio del Cristo di Campobello, una piccola e straordinaria cantina tra Licata e Agrigento che mi ha stregato, e con cui io strego i miei clienti».

Il bere consapevole, privilegiando la qualità e la scoperta di nuovi gusti, sembra piacere sempre di più ai varesini: «Si apprezzano sempre di più le sfumature e cresce la predisposizione a sperimentare. Dal lockdown, quando molti sono dovuti rimanere in casa affrontando una vita più slow, è aumentata anche l'attenzione ai prodotti artigianali e meno industriali. In questa entusiasmante ricerca, io provo a consigliare la strada giusta».

Andrea Confalonieri

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