Varese - 27 gennaio 2022, 09:37

FOTO. Quel chiosco a Bizzozero dove la fioraia Cristina dà colore e vita ai ricordi

Cristina Copes ha acquistato il negozietto fuori dal cimitero di Bizzozero, dove accoglie i clienti assieme all'inseparabile cagnolina Chicca: «Da tempo volevo utilizzare alcuni risparmi... credevo di spassarmela e invece non sto ferma un attimo. Vanno le rose, i garofani e le violette del pensiero, l'Iberis, le primule e i ciclamini. Arrivano molte persone, anche giovani che magari hanno perso i genitori o gli amici»

FOTO. Quel chiosco a Bizzozero dove la fioraia Cristina dà colore e vita ai ricordi

Sono le variopinte primule a rompere il latteo languore del cielo questa mattina di nebbia invernale, sul piazzale del camposanto di Bizzozero. Primule in un cesto, bastanti a colorare la giornata di Cristina Copes, la fioraia, che le ha esposte al gelo come una sorta di richiamo, di gibigianna floreale. Intorno non c’è un’anima, ma è ancora presto, i visitatori arrivano a metà mattina, infoltendosi dalle 15 in avanti, quando però Cristina non ci sarà più, perché in gennaio apre soltanto dalle nove a mezzogiorno, poi via, una corsa fino a Mornago, dove abita, non prima di esser passata a prendere le due bambine a scuola, Alessia di nove anni e Natalia di sette. 

«Ma la giornata non è finita, perché chiuso il chiosco e sistemate le figlie, devo partire per Besnate, dove con mio marito Mirko gestisco da 14 anni un bar tabaccheria, e tra l’altro la titolare sono io», spiega Copes, ciuffo pepe e sale e grandi occhi azzurri che illuminano il volto mascherato.

Un cambio drastico di vita, un nuovo percorso da affrontare senza una preparazione specifica, soltanto seguendo l’esigenza di una vita diversa, forse più colorata ma di certo non meno faticosa.

«Dopo tanti anni al bar, volevo cambiare, un cliente del mio locale era il vecchio gestore di questo chiosco, così mi ha convinta a succedergli insegnandomi un poco il mestiere. Sono stata qualche mese con lui a imparare e ho capito che il “giro” c’era e potevo almeno andare alla pari, nei primi tempi. Così mi sono decisa ad acquistare il negozietto, convincendo anche mio marito. Da tempo volevo utilizzare alcuni risparmi, mi sarebbe piaciuto anche comperare una casa e ristrutturarla, ma lui non era tanto dell’idea».

Il chiosco è piccolo ma accogliente, con parecchi fiori recisi e piantine, nonostante la stagione, e in una cuccetta dorme la cagnolina Chicca, compagna inseparabile della fioraia. Dalla nebbia ogni tanto sbuca qualche figura scura, i primi visitatori del cimitero, abitato da un coniglio grigio fuggito chissà da dove, che pasteggia con i fiori delle tombe e ogni tanto sbircia dal cancello d’ingresso.

«Con la bella stagione farò orario continuato, compresi sabato e domenica, come a settembre, quando ho incominciato l’attività. Sto ingranando, conto sulle feste, la commemorazione dei defunti, il Natale, ma ho deciso di creare composizioni floreali anche per altre ricorrenze, come San Valentino, perché vendo fiori anche per i vivi!».

Cristina Copes è praticamente autodidatta, segue corsi su internet e si fa aiutare da una fioraia esperta, ma stamattina ha già completato una magnifica corbeille di 26 rose scarlatte da sistemare su tomba, per volontà della vedova di un marito scomparso troppo presto.

«Il precedente proprietario, Vito Summa, vendeva quasi soltanto crisantemi, io voglio diversificare l’offerta: ora vanno molto le rose, i garofani e le violette del pensiero, che resistono molto bene al freddo, oppure l’Iberis, dalle piccole infiorescenze bianche, e le primule. Mi chiedono molto i ciclamini, uccisi facilmente però dalle gelate notturne. A visitare i defunti sono soprattutto anziani, vedove e vedovi, c’è qualche giovane che magari ha perso i genitori o gli amici. Le donne sono le più esigenti nello scegliere i fiori, gli uomini seguono i miei consigli e si lasciano guidare. Il cimitero è molto frequentato, i bizzozeresi ci tengono parecchio».

Cristina pensa in futuro di ampliare l’attività e fornire addobbi floreali per matrimoni e funerali, «ma è ancora presto, devo vedere come andrà la stagione». Tra l’altro lo scorso novembre i soliti ignoti hanno rotto la vetrata della porta secondaria e spazzato la cassa, con lo straordinario bottino di ben 40 euro, mentre il cambio del vetro ne ha richiesti 150. I fiori del chiosco arrivano da diversi fornitori, tra cui il fioraio del cimitero di Belforte ed Europlant di Solbiate Olona, dove Copes acquista le piantine.

«C’è sempre da fare, sinceramente pensavo che fosse meno pesante, credevo quasi di “spassarmela” e invece tra il pulire le piante, spuntare i fiori recisi, cambiare l’acqua dei vasi non sto ferma un attimo. Poi alcuni clienti mi pagano per tenere in ordine le tombe dei loro cari, con fiori sempre freschi e pulizia periodica. La giornata vola, perché poi con internet non puoi mollare un attimo che arrivano mail di fornitori del bar tabaccheria che propongono nuovi articoli, e devo dar retta pure a loro».

Nel frattempo la nebbia si è diradata, e la fioraia del cimitero ha terminato la corbeille, un cuore di rose rosse spruzzato del bianco di minuscoli fiorellini, come una nevicata di sogni. Il suo, Cristina l’ha già trasformato in realtà, colorandolo dentro e fuori di sé.

Mario Chiodetti

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