Cronaca - 25 gennaio 2022, 13:21

Trovati in via Vivirolo nell'auto rubata, coppia nei guai: «Eravamo usciti a prendere le sigarette»

I carabinieri di Varese li hanno trovati all'alba a bordo del veicolo il cui furto era stato denunciato poche ore prima. L'accusa per loro è di furto pluriaggravato

Trovati in via Vivirolo nell'auto rubata, coppia nei guai: «Eravamo usciti a prendere le sigarette»

Erano usciti a piedi per comprare le sigarette, sono finiti in manette a Varese con l’accusa di furto pluriaggravato per essersi impossessati di una Ford Ka trovata lungo il tragitto. 

I carabinieri della città li hanno trovati a bordo del veicolo in via Vivirolo, a pochi passi da viale Belforte, intorno alle 6 di questa mattina. Lui 43 anni, operaio, lei 45 anni, disoccupata. Conviventi, entrambi di Varese, entrambi con precedenti per piccoli furti e con problemi di tossicodipendenza. Davanti ai militari hanno detto che la macchina appartiene ad un’amica. Nell’abitacolo c’erano macchie di sangue vicino ad un portamonete. La donna, poco prima dell’arrivo dei carabinieri, aveva già messo le mani su un anello d’oro. 

«L’automatico di viale Belforte non andava - ha raccontato l’uomo in videocollegamento con il tribunale di Varese, dove questa mattina si è svolta l’udienza di convalida del fermo - mi sono spostato a piedi, attraversando la ferrovia, per raggiungerne un altro. Fuori uso anche quello. A quel punto sono tornato dalla mia compagna, che non si era mossa perché ha le stampelle. E l’ho trovata seduta in macchina». 

Lei, nel frattempo, aveva trovato il veicolo con le chiavi inserite nel quadro, e aveva pensato di sedersi per non sforzare le gambe. Questa la sua versione. Poi sono arrivati i militari dell’Arma e li hanno visti su quel mezzo che originariamente si trovava in via Vicenza, dove vive il legittimo proprietario, che ne aveva denunciato la scomparsa la sera prima. 

Il sangue? «Mi aveva morso il cane». L’anello? «È identico al mio». Così si sono giustificati i due nel corso dell’udienza. 

«Non c’è prova che abbiano sottratto il veicolo - ha affermato in aula l’avvocato Buccella, difensore del 43enne - senza dimenticare che quell’auto si trovava a 500 metri da casa loro. L’hanno spostata per prendere le sigarette poco più avanti?». 

Il legale, insieme all’avvocato Paola Bardelli, difensore della donna, ha chiesto l’applicazione della misura dei domiciliari in caso di convalida del fermo: richiesta accolta dal giudice Andrea Crema. I due non potranno allontanarsi dalla propria abitazione senza il permesso delle autorità. Il pubblico ministero aveva chiesto la custodia cautelare in carcere per il rischio di reiterazione del reato.

Gabriele Lavagno

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

SU