/ Calcio

Calcio | 23 gennaio 2022, 00:01

Marcello Albino: «Grazie al Verbano ho scoperto il Lago Maggiore. Il Varese? Scelte giuste: e ora sotto con il settore giovanile»

Il giro d’Italia con tante maglie prestigiose e un’attenzione speciale per quella biancorossa, pur senza averla mai vestita. Oggi è uno stimato osservatore: «Per noi giovani del Toro Ezio Rossi era un esempio in campo. Amo Reno di Leggiuno: se organizziamo un torneo di Vecchie Glorie su quella splendida spiaggia… io ci sono!»

Marcello Albino: «Grazie al Verbano ho scoperto il Lago Maggiore. Il Varese? Scelte giuste: e ora sotto con il settore giovanile»

Marcello Albino nasce a Torino nel 1971 e inizia da ragazzo a giocare a calcio nelle giovanili del Toro. Dagli osservatori viene notato subito per le sue caratteristiche tecniche, di velocità e di abilità nel dribbling, stile di gioco che nella sua carriera sfrutterà spesso, riuscendo anche a saltare 4-5 avversari creando efficienza di gioco e, soprattutto, grande spettacolo. 

A vent’anni viene mandato a farsi le ossa nella Pro Sesto, in serie C1; successivamente passa alla Lucchese, in serie B, allenata da Fascetti; poi Alessandria, Prato e Cremonese, dove conquistò proprio il campionato Cadetto. 

Da Cremona va ad Ancona, dove contribuisce a portare la squadra marchigiana in serie B. Nel 2002 viene ceduto al Modena, con cui fa il suo esordio in serie A. Terminata la stagione con gli emiliani venne ceduto al Cagliari in serie B, vincendo ancora il campionato giocando come regista. 

Giocò successivamente nella Triestina, nell’Avellino nella Pistoiese e nel Legnano. Dal 2008 al 2010 due stagioni nel Verbano, prima di chiudere la sua carriera calcistica ad Inveruno. 

Albino, come è nato il suo legame con la provincia di Varese e con il Lago Maggiore?
Nel mio lungo girare per l’Italia, alla fine mi sono stabilito a Legnano. A fine carriera ho dato disponibilità a collaborare con il Verbano Calcio e ho conosciuto degli amici che mi hanno fatto scoprire le bellezze del Lago Maggiore. Così gran parte delle mie vacanze estive le passo sulla spiaggia di Reno di Leggiuno, un posto incantevole.

Ci racconta la sua esperienza calcistica?
È stato un viaggio molto bello. Ho avuto la fortuna di giocare in tante società  dove ho costruito man mano un grande bagaglio di esperienza e dove ho vissuto un calcio diverso di quello attuale. Personalmente non rimpiango nulla, anzi: le esperienze che ho fatto mi servono tuttora a fare l’osservatore (attualmente è al Genoa, ndr), anche se questa tipologia di mestiere è in continua evoluzione. I tempi sono cambiati per moltissime realtà e anche il calcio si è adeguato. Ora le società sono aziende, devono valutare l’ aspetto finanziario, il marketing, il merchandising, gli investimenti, oltre agli aspetti tecnici e tattici. Tutto deve essere valutato in maniera approfondita da esperti consulenti, con tutte le variabili del caso. Anche l’osservatore, oltre a visionare le capacità tecniche del calciatore, deve valutare numerosi altri aspetti, come ad esempio la figura del procuratore, che regola ogni decisione dei calciatori stessi. 

Lei ha giocato due anni a Cagliari: ha ricevuto consigli da Gigi Riva?
Mi capitava di vederlo in centro e anche qualche volta agli allenamenti. Parlava con molto garbo con noi calciatori, ma non si intrometteva mai nelle scelte del club: non è nel suo carattere. Per noi calciatori era il team manager della Nazionale e il calciatore che ha contribuito a vincere lo storico Scudetto del 1970. Per noi, che cercavamo di onorare la maglia del Cagliari, era il leader carismatico, un esempio.

Nel Torino invece ha conosciuto Benny Carbone ed Ezio Rossi, attuale allenatore del Varese. 
Benny, che poi fu anche allenatore al Varese, abbiamo condiviso le esperienze nelle giovanili. Posso dirvi di non aver mai visto un ragazzo così veloce: era veramente sorprendente per la sua super rapidità. Ezio Rossi era più grande ed era un calciatore che noi ragazzini prendevamo come esempio. L’ho seguito molto poi nella sua carriera da allenatore: è un mister capace e pragmatico.

Albino, segue il Varese?
Certo: non si può non seguire la storia calcistica biancorossa, indipendente dalla categoria in cui gioca. Mi auguro vivamente che possa raggiungere livelli più elevati, grazie anche investimenti programmati, puntando sul settore giovanile, che è sempre stato il punto di forza della società. Quest’anno sta andando bene e credo che la società abbia fatto scelte giuste: sono convinto che i risultati arriveranno.

Albino, possiamo dire che lei sia un… calciatore in più sulle sponde del Lago Maggiore?
Ci sono tanti calciatori in questa stupenda zona lacustre. Potremmo organizzare un torneo sulla spiaggia di Reno di Vecchie Glorie. Cominciamo col trovare un mister per le convocazioni…

Claudio Ferretti


Vuoi rimanere informato sul Varese e dire la tua?
Iscriviti al nostro servizio gratuito! Ecco come fare:
- aggiungere alla lista di contatti WhatsApp il numero 0039 340 4631748
- inviare un messaggio con il testo VARESE CALCIO
- la doppia spunta conferma la ricezione della richiesta.
I messaggi saranno inviati in modalità broadcast, quindi nessun iscritto potrà vedere i contatti altrui, il vostro anonimato è garantito rispetto a chiunque altro.
VareseNoi.it li utilizzerà solo per le finalità di questo servizio e non li condividerà con nessun altro.
Per disattivare il servizio, basta inviare in qualunque momento un messaggio WhatsApp con testo STOP VARESE CALCIO sempre al numero 0039 340 4631748.

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore