Economia - 21 gennaio 2022, 19:17

Caro energia, il tessile non ci sta: «Le prime misure sono insufficienti»

Il presidente di Sistema Moda Italia Sergio Tamborini sollecita il Governo: «Serve un intervento strutturale»

Sergio Tamborini

Sergio Tamborini

Sta facendo l'impossibile per rialzarsi e ci sta anche riuscendo. Ci starebbe. Ma il tessile ha già lanciato l'allarme energia, oggi troppo cara. E di fronte alle prime misure annunciate dal Governo per contenerle, non ci sta.

«Dalle prime bozze circolate relative al decreto-legge sostegni, in tema di caro energia, sembra emergere che le misure prese in considerazione dal Governo sono congiunturali e non strutturali. Solo piccoli interventi spot senza una visione di lungo termine, totalmente insufficienti a contrastare i fortissimi incrementi di costi che si sono abbattuti sull’industria con gravi conseguenze per la manifattura italiana, per la crescita del sistema Paese e per l’occupazione» è quanto dichiara Sergio Tamborini, presidente di Sistema Moda Italia.

Il varesino insiste e indica altri esempi concreti: «Occorrono, invece, interventi strutturali e di politica industriale, come accaduto in Francia e in Germania. Nelle misure non troviamo riscontri alle proposte da noi avanzate, riguardanti in particolare la cessione della produzione nazionale di gas ai settori industriali per 10 anni con anticipazione dei benefici finanziari per l’anno 2022».

Proprio questo è il punto, la debolezza del nostro Paese di fronte a una questione così grave: «La criticità principale delle misure riguarda il reiterarsi di un approccio temporaneo alla soluzione del problema e l’incapacità di intervenire in modo strutturale sulla componente energia – come, ad esempio, il Governo Francese ha fatto in modo concreto – e che Confindustria aveva richiesto con le misure sulla produzione nazionale gas e la produzione di energia elettrica rinnovabile nella disponibilità del Gse nonché per la produzione da energia idroelettrica. Chiediamo con forza che si possa correggere la rotta e intervenire con un’azione più incisiva».

A questo punto emerge sempre di più la preoccupazione per la tenuta della filiera del tessile e abbigliamento e per la salvaguardia di 50.000 imprese e 400.000 addetti. 

Davvero il comparto ha fatto tanto, tantissimo. Nelle proprie aziende, come sistema, portando avanti le fiere nella pandemia. Ma questa situazione sul fronte dei prezzi dell'energia rischia di mettere in pericolo tutto.

Ma. Lu.

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