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Gallarate | 20 gennaio 2022, 08:00

La pizza e il caro bolletta: «Temiamo l'incertezza, ma cerchiamo di non aumentare i prezzi»

Il punto di vista de “La goletta”, Gallarate, tra rincari dei costi energetici e nuove abitudini nel mettersi a tavola

La pizza e il caro bolletta: «Temiamo l'incertezza, ma cerchiamo di non aumentare i prezzi»

A Busto, Gino Savino, ristorante pizzeria “Capri”, si è trovato con una bolletta per l’energia passata, in due mesi, da 4.800 a 7.400 euro. A Gallarate, Bruno Zonfrillo, “La goletta”, registra uno scatto da 1.500 a 2.200 euro. Un aumento del 46%. Rincari che si aggiungono all’aumento dei prezzi per le materie prime e alla crescente diffidenza dei clienti legata alla diffusione del Coronavirus. Tenere aperta un’attività di ristorazione può diventare un’impresa. Eroica, prima che imprenditoriale. «Ma cerco di non aumentare i prezzi – afferma Zonfrillo – per quanto possibile bisogna evitare che sia il cliente a fare le spese di questa situazione. Il cliente lo dobbiamo coccolare».

Via Del Tiro a Segno, una possibilità di accoglienza passata da 200 persone, coperto più coperto meno, a 160, ovviamente causa Covid. 33 anni di attività a Gallarate, uno staff di quasi 20 operatori: “La goletta”, e le altre attività simili, sono questo. Punto di ritrovo e di socialità, fonte di lavoro, tradizione. «Non ho paura della concorrenza – confida Zonfrillo – ma dell’incertezza. E delle situazioni legate alle norme». Per esempio? «Se mi arriva una comitiva di dieci persone e anche solo una non ha il green pass, facile che se ne vadano tutte. Io, però, il controllo in accesso lo devo fare per forza».

Ma che cosa succede in sala? «Qualche cambiamento è iniziato prima della pandemia. Clienti che si siedono e, per prima cosa, iniziano a fare foto». Un comportamento legittimo, ci mancherebbe, ma che non aiuta il personale a lavorare “in scioltezza”. Tripadvisor, croce e delizia. Forse più croce. E poi: «C’è un’attenzione molto maggiore, rispetto al passato, per i tavoli vicini. Le persone si osservano, tendono a registrare ogni comportamento».

Segnali di speranza? «Nonostante tutto la gente esce volentieri, frequenta i luoghi della ristorazione. Dobbiamo premiare questa voglia. Magari tenendo duro, evitando, nonostante tutto, di aumentare i costi della nostra offerta».

Forchettata dopo forchettata, calice dopo calice, la resistenza al virus continua. E passa (anche) dalla tavola.

Stefano Tosi

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