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Salute | 13 gennaio 2022, 17:13

Due anni di attività per la Banca del Latte. Agosti: «Neomamme, donate il latte, ne abbiamo bisogno»

Cinquanta donatrici, ma durante l'ondata pandemica registrato un calo. L'Asst Sette Laghi, tramite il professor Massimo Agosti, rinnova l'invito a «donare questa risorsa così preziosa. Non si toglie nulla al proprio bambino ma si condivide con un altro neonato che ne ha bisogno»

Due anni di attività per la Banca del Latte. Agosti: «Neomamme, donate il latte, ne abbiamo bisogno»

Due anni di attività, 260 litri di latte materno donato. Ad offrirlo ai neonati che ne hanno avuto bisogno, 50 donatrici, di cui 27 madri di bambini a termine e 23 madri di bambini pretermine.

«Sono numeri importanti - commenta il Prof. Massimo Agosti, Direttore del Dipartimento Donna e Bambino dell'ASST Sette Laghi e docente all'Università dell'Insubria - ma forse l'indicatore migliore per rendere l'idea dell'importanza di questo servizio è che a beneficiarne sono stati più di 90 neonati, in attesa dell’arrivo del latte della propria madre».

Per la maggior parte si tratta di neonati di peso inferiore ai 1.500 grammi o con patologia chirurgica.

«I principali beneficiari del latte umano donato - precisa il Prof. Agosti - sono neonati prematuri o neonati a termine con problematiche quali grave iposviluppo fetale, broncodisplasia polmonare, sepsi o patologia chirurgica congenita ed acquisita, gravi deficit di assorbimento intestinale, cardiopatie, malattie cromosomopatie, insufficienza renale e immunodeficienze».

Dato positivo e confortante è che l'entrata in funzione della Banca del Latte non ha comportato nessuna riduzione del tasso di allattamento materno alla dimissione. 

«Anzi - precisa Agosti - i dati preliminari raccolti suggeriscono addirittura un incremento dell’allattamento alla dimissione, segno che il latte donato va ad integrare e a promuovere l'allattamento al seno, colmando le necessità e sensibilizzando sul tema le puerpere. Insomma, la Banca del latte non è solo una risposta concreta ad un bisogno, ma è anche una importante espressione di civiltà».

«Durante quest'ultima ondata pandemica , però - tiene ad aggiungere Agosti - si è registrato un calo delle donazioni. Rinnoviamo quindi l'invito alle puerpere a donare questa risorsa così preziosa, una vera e propria medicina naturale: una mamma che dona il latte, non lo toglie al suo bambino, ma lo condivide con un altro neonato che ne ha bisogno».

Redazione

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