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Economia | 11 gennaio 2022, 11:00

Pitti e il dovere del coraggio: in campo per il tessile che sta risalendo

Non ci sono solo i numeri dei contagi nel nostro Paese, ma anche quelli di un settore che riprende a crescere nell'export. Così a Firenze si è deciso di mandare un segnale, nonostante anche le rinunce di big: dall'11 al 13 gennaio con attenzione massima alla sicurezza

I preparativi e l'hashtag chiave #SafeWithPitti

I preparativi e l'hashtag chiave #SafeWithPitti

Lo scorso giugno aveva rimesso in circolazione la speranza nelle fiere. Sei mesi dopo, Pitti vive la sua centunesima edizione ed è quella del coraggio.

Un coraggio doveroso nel momento in cui il tessile sta lottando per uscire dal tunnel della pandemia e si è guadagnato punti inestimabili all’estero. Questo nonostante i problemi ancora pesanti, a partire dai rincari di materie prime ed energia.

A Firenze ci saranno anche aziende e buyer del nostro territorio a partecipare a un salone che sarà in gran parte visitato da italiani e poi europei, ma non ha rinunciato a mandare il suo messaggio. Quello del made in Italy che chiama il mondo e ne è chiamato.

Non ci sono solo infatti solo i contagi che salgono: i numeri della fiducia sono quelli che riguardano la moda maschile e l’export. Numeri a cui bisogna attribuire il giusto peso, per cui Pitti Immagine ha deciso di mettere in campo tutti i suoi sforzi. Dopo le rinunce degli ultimi giorni (anche di big come Cucinelli), i marchi presenti sono scesi a 553: un centinaio abbondante di aziende in più, comunque, rispetto alla decisiva edizione di giugno. Quella che segnò la ripartenza del mondo fieristico, delle vetrine per il tessile, di Firenze e del Paese. Pochi giorni dopo, sarebbe rifiorita anche Milano Unica.

Guardiamoli, allora, i numeri, evidenziati dal Centro studi di Confindustria Moda per Smi. Rispetto al 2020, il 2021 si è messo a correre per la moda maschile, anche se logicamente c’è tuttora terreno da recuperare sull’anno precedente. L’export è tornato positivo, da gennaio a luglio, +16,4%, per un totale di oltre 3,8 miliardi di euro, mentre l’import cresce del +1,7%. L’extra-Ue è diventato maggior “acquirente” passando al 54,9%. Primo mercato la Svizzera, poi Germania, Francia, Usa e un salto in alto della Cina (+81,3%). Resta negativo il Regno Unito (-27,7%).

Ma se rivolgiamo lo sguardo al 2019, le vendite di moda uomo risultano inferiori del 10,8% (464,7 milioni di euro). In realtà, Svizzera, Germania e Francia, ma anche la Corea del Sud, hanno superato ampiamente quei valori di vendite di menswear italiano. Non gli Usa o la Spagna. C’è un’onda da cavalcare e Pitti lo farà.

FIERA E SICUREZZA

Pitti Uomo (e così Pitti Bimbo) si svolgerà da martedì 11 gennaio a giovedì 13 a Fortezza da Basso. Tema e filo conduttore, Reflections: che sta per i pensieri approfonditi, ma anche per i riflessi, come racconta anche lo scenario creato per l’occasione. Vuole mostrare che si può guardare avanti anche quando si pensava di essere più tranquilli e invece piomba la quarta ondata.

Ma la differenza si chiama anche vaccino, si chiama capacità di convivere e combattere. Così la fiera in nome della sicurezza ha schierato #SafeWithPitti. Un messaggio visivo e concreto, calato in tutte le procedure scrupolosamente osservate e narrate per accompagnare il visitatore da quando arriva a Firenze fino a quando lascia la fiera.

Il coraggio è un dovere, pur non scontato. «È un momento in cui bisogna dare dei segnali di tenuta» ha commentato Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine. 

I segnali, da oggi e per tre giorni, avranno i colori di questo mondo deciso a guardare ben oltre la pandemia.

Marilena Lualdi

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