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Basket | 09 gennaio 2022, 23:24

Senza difesa non ci si salva: ripetiamolo tutti insieme

IL COMMENTO DI FABIO GANDINI - Il carattere? Le belle prestazioni individuali? Il "di più non potevano fare"? Spiace, ma di certe amenità torneremo a scrivere solo quando vedremo Varese difendere per davvero e per quaranta minuti. A Bologna terza partita con più di 100 punti subiti, settima con più di 90 e undicesima con più di 80

Senza difesa non ci si salva: ripetiamolo tutti insieme

Perché non ha usato la zona? Perché sempre la uomo? Perché nessun correttivo sui mismatch?

Domande e risposte da allenatori dello sport più bello del mondo. Roba da esperti, da chi ha giocato davvero o davvero si è seduto in panchina, non da chi di professione umilmente racconta, dalla sua ha solo un milione di partite viste ma a basket ha giocato al CSI (pure male).

Cercare di prendere il posto di coach Adriano Vertemati, quindi, è una sonora e inutile perdita di tempo. Facciamo quello che sappiamo fare, solo quello: raccontare. E, quindi, raccontiamo per la terza volta su 13 occasioni una partita conclusa con più di 100 punti subiti, ma anche la settima con più di 90 punti subiti, l’undicesima con più di 80 punti subiti.

Raccontiamo la peggior difesa del campionato. Che ci sia il sole o la pioggia, il Covid o la salute, il roster completo e le assenze.

Un racconto monotono, ne conveniamo.

Senza difesa non ci si salva: lo sa chi guida questa squadra in campo? Lo sanno i giocatori? Lo sa chi sta dietro la scrivania, con la parziale scusante di essersi trovato una patata bollente in mano tra il rusco e il brusco?

Perché Varese difende così male? Scemi noi che non abbiamo mai fatto davvero questa domanda a chi di dovere. E’ tanto semplice…

56 punti concessi in due quarti: il modo peggiore di impostare una sfida salvezza come quella andata in scena questa sera. E per capire che le assenze e, più nello specifico, la mancanza di un uomo d’area come si deve, siano scuse vere ma che tengano solo fino a un certo punto, non serve né un allenatore, né un narratore: bastarebbe un bambino. Per 20 minuti a Bologna non si sono visti aiuti sulle penetrazioni dei padroni di casa, per dirne una: corpi non messi, uomini girati dalla parte sbagliata, automatismi non funzionanti. Alla formazione di Martino è bastato saltare la prima linea per far partire ogni volta la rumba: un giocatore libero lo ha trovato sempre, almeno tutte le volte che non è riuscita ad andare direttamente al ferro.

E che accampare giustificazioni derivanti dallo specifico contesto odierno non funzioni fino in fondo lo conferma il fatto che sono 14 partite che questi errori si rincorrono: che valore può avere allora la mancanza di allenamenti delle ultime due settimane?

Senza difesa non ci si salva. E oggi Varese non ha difeso, se non nel terzo quarto: nell’ultimo è ritornata se stessa.

Spiace ma ci fermiamo qui: delle cose buone, del cuore che anche oggi alla fine si è visto, di alcune belle prove individuali, del “di più non si poteva fare” (sì, si poteva difendere molto meglio…), del carattere e di altre amenità torneremo a scrivere quando rivedremo una difesa degna di questo nome. Per quaranta minuti.

Una difesa da Serie A.

Fabio Gandini


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