“Start-up imprese innovative” è un progetto creato da Camera di Commercio di Varese: l’obiettivo è favorire e indirizzare la crescita sostenibile delle nuove attività imprenditoriali. All’edizione 2020 hanno partecipato 13 aziende del territorio, di cui scopriamo idee e propositi per il futuro.
Un cognome legato alla storia di Venezia, non a caso da dove Marco Polo partì per percorrere la via della seta. Arianna Bon, quarantaquattrenne nata a Busto Arsizio, e neanche questo è un caso, perché Busto è, come noto, la Manchester d'Italia. Così Arianna ha deciso di fondare My Gilet, un progetto tutto italiano che rimarca l’importanza del territorio e dell’etica.
Ci racconta come è nato questo progetto e come si organizza la tua idea imprenditoriale?
Il progetto nasce da una mia sconfinata passione per la moda, ma soprattutto per un settore specifico come quello del tessile, e in questo caso, posso proprio dire che la mia dedizione in questo ambito si è perfettamente conciliata con il posto in cui sono nata, Busto Arsizio, molto conosciuta per la sua importanza nel settore della produzione di tessuti. Indubbiamente poi l’aspetto organizzativo è un punto focale per questa attività, e io ripeto sempre che il segreto è lavorare “in pantofole”, volendo intendere in una situazione di relax emotivo, di reale condivisione, di gentilezza, di armonia e di amore.
Cosa l’ha spinta ad iniziare questo percorso imprenditoriale?
Il desiderio di essere felice e il sogno di coltivare la felicità per il resto della mia vita. Dove la felicità risiede nel poter esprimere a pieno i valori che mi rendono la persona che sono, e portare la tradizione, la manifattura e la bellezza di ciò in cui credo nei luoghi più disparati. Svolgere quest'attività mi fa sentire bene ed in connessione con il mondo. Mi auguro di poter condividere questa gioia con chi mi sceglierà. Vorrei offrire uno stile riconoscibile, elegante ma anche non convenzionale, fresco. E che parli soprattutto di rinascita.
Quanto è stato importante l’appoggio della Camera di Commercio per il suo progetto?
Desidero esprimere grande gratitudine per questo dono di formazione che mi ha permesso di analizzare, modulare, riflettere, valutare molti aspetti che mi hanno condotto al risultato finale. Il supporto di tutti i professionisti è stato eccellente ed essenziale nell’intraprendere i vari step, dove sono stata accompagnata con molta presenza e dedizione.
Qual è il suo obiettivo, e andando ancora più in grande, il suo sogno?
Il mio obiettivo è che questo brand sia sempre fiero delle scelte etiche che sceglierò di adoperare. È una moda responsabile, consapevole, sostenibile e completamente Made in Italy, dalla scelta dei tessuti, allo stile, alla modellista fino al suo confezionamento. Il mio sogno è che tutti possano comprendere l'opportunità di uno stile più etico e sostenibile riducendo sprechi e garantendo sempre l'inimitabile stile Made in Italy.