Territorio - 14 dicembre 2021, 09:39

Casciago, l'ex sindaco Zanotti ricorda Luciano Ferrante: «Averti incontrato è stato un regalo»

L'ex presidente di Federmanager e vicepresidente dell'asilo Dell'Acqua se n'è andato dopo una lunga malattia: «Il dialogo e la dialettica con te sono stati una palestra, averne di persone come te, con cui confrontarsi in ruvido, ma sempre onesto. Sei stato uno dei papà della nostra comunità»

Casciago, l'ex sindaco Zanotti ricorda Luciano Ferrante: «Averti incontrato è stato un regalo»

Una lettera aperta ad un amico che non c'è più, dove esternargli stima e amicizia, senza scivolare nella retorica. Andrea Zanotti, ex sindaco di Casciago, ricorda Luciano Ferrante, già presidente di Federmanager Varese e vicepresidente della scuola materna casciaghese Dell'Acqua, scomparso qualche giorno fa dopo una lunga malattia.

Di seguito, il testo integrale della lettera scritta da Andrea Zanotti:

Quousque tandem Catilina, abutere patientia nostra.

Mi piace ricordarti così, durante le nostre chiacchierate alla fine dei Consigli di Amministrazione della scuola materna, tra una sigaretta - a dir la verità le tue erano più di una - e il mio mezzo toscano dopo aver spaziato dai problemi della nostra scuola materna, all’amministrazione comunale fino ad arrivare alla politica nazionale e allora tu iniziavi, lamentandoti dell’insensibilità dei nostri politici, citando Cicerone: “Quousque tandem Catilina….” E io finivo …”abutere patientia nostra”.

E li partiva una bella risata, di gusto, sincera come sei sempre stato tu.

Quante discussioni! Che palestra che è stato il dialogo con te, il confronto, la dialettica, la difesa dei rispettivi punti di  vista. Mica eri uno facile! Ma averne di persone come te con cui confrontarsi, in ruvido, ma sempre onesto. Con rispetto e stima reciproca.

Averti incontrato fa parte di quei regali che il ricoprire un ruolo amministrativo di fa, ti dà la possibilità di conoscere uomini e donne speciali che, per tanti motivi, non avresti avuto l’occasione di incrociare.

Mi ricordo ancora come ti brillavano gli occhi quando mi raccontavi degli aerei di una volta fatti di legno di balsa e di come la nostra industria aveva saputo eccellere.

La nostra scuola materna, il nostro paese ti deve molto. Ti deve molto perché hai voluto prendere in mano, grazie allo stimolo di Don Norberto, la scuola dell’Acqua in un momento difficile e, assieme a tutto il personale, che hai saputo valorizzare, motivare e proteggere, l’hai fatta uscire da una situazione difficile.

Ci hai messo tempo, energie, esperienza, capacità e non solo, soprattutto quando arrivavano dei momenti dell’anno di difficoltà, in silenzio e con discrezione, hai risolto ogni situazione senza bisogno di andare sulla stampa.

Rubo una definizione che non è la mia, ma che rende bene quello che eri, che sei, “uno dei papà della nostra comunità” che, sebbene “forestieri”, si sono presi sulle spalle una di quelle istituzioni che sono il cuore della comunità.

Che la terra di sia lieve Ingegnere.

Rimarrai sempre nella mente e nei cuori di tutti quelli che ti hanno conosciuto e che hanno voluto bene alla scuola “A Dell’Acqua”.

Andrea Zanotti 

Redazione

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