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Varese | 04 dicembre 2021, 13:10

Dal sogno di due innamorati nasce "Limbosco": «Un locale lontano dalla movida per seguire il cuore»

Da pochi giorni il bistrot di Stella Sterrantino e Jacopo Manghi in vicolo Canonichetta è realtà. Atmosfere parigine, sapori autentici regionali e calore di casa: «Siamo lontani dal caos, questo è un posto per rilassarsi davanti a un calice di buon vino»

Nella foto, da sinistra a destra: Jacopo Manghi, Stella Sterrantino, Alessandro Tasca e Alessandra Puggioni.

Nella foto, da sinistra a destra: Jacopo Manghi, Stella Sterrantino, Alessandro Tasca e Alessandra Puggioni.

Ci arrivi a piedi, e questo è già un must. Poi l’atmosfera, da bistrot parigino dove in un angolo è seduto Jules Maigret, o il suo fantasma. E il verde, piante esotiche e fiori, sistemati ad arte in quella che un tempo era la serra del fiorista Cova, un pezzo della Varese che fu e ne faceva pulsare il cuore. 

Vicolo Canonichetta, un luogo di passaggio, la strettoia più affascinante della città dove affacciano negozi eleganti e originali, e ora anche “Limbosco”, il locale di Stella Sterrantino e Jacopo Manghi, fuori dai soliti schemi e dalla frenesia della movida, dove si amano il silenzio e il buon cibo, i vini scelti con cura e il piacere del relax, a due passi da piazza Monte Grappa e dal San Vittore. 

Il nome dà l’idea di un luogo dove “imboscarsi” piacevolmente, soli, con gli amici, la fidanzata o il compagno, chiacchierare in santa pace e gustare specialità uniche, che arrivano da diverse regioni d’Italia e sono selezionate personalmente con grande cura da Stella e Jacopo, buongustai incalliti che girano per ristoranti a volte sconosciuti a scoprire piatti della tradizione. 

“Limbosco” ti affascina da subito, per l’originalità del décor, dovuta alla mano dei due gestori e alla supervisione dell’architetto Jacopo Pavesi e della moglie Roberta Pietrobelli. L’antica serra è arredata con sedie e tavoli di recupero, restaurati da Jacopo e Stella, intorno oggetti e pubblicità d’epoca, e piante fornite, grazie a una partnership, da Nicora Garden, che presto saranno anche messe in vendita. 

«Entrambi veniamo da esperienza lavorative completamente diverse», spiega Stella. «Io facevo la grafica in uno studio di Milano, Jacopo il fotografo. Durante il lockdown e anche dopo il lavoro è molto diminuito, così abbiamo deciso di cambiare vita. Io sono di Padova e mi sono trasferita qui dopo essermi innamorata di Jacopo. Una sera passeggiavamo per il centro e ci siamo fermati di colpo davanti a questo locale, che prima accoglieva una birreria. La serra ci ha folgorato, doveva essere il cuore del nostro locale».

Detto, fatto. A maggio è nato il progetto, e il 26 novembre “Limbosco” ha aperto, proponendo piatti veneti, valtellinesi, pugliesi e calabresi, tutti i giorni dalle 10 alle 14,30 e dalle 18 alle 22 (info: tel. 375 6244788, oppure limboscosrl@gmail.com).

«A cena proponiamo gli spunciotti, che consistono in un’“ombra de vin” come usa in Veneto accompagnata da piatti tipici come il baccalà con polenta, la gallina in saor, i moscardini in umido e le sarde in saor. Porzioni ridotte ma ricche di sapori. A mezzogiorno, invece, oltre agli spunciotti abbiamo i piatti stagionali, le zuppe e le vellutate di verdura, oltre alle insalate Valtellina e Limbosco e ai taglieri di formaggi e salumi», continua Stella.

Alla quale fa eco Jacopo: «A pranzo diamo spazio alle altre regioni, nella scelta di formaggi e salumi, con la bresaola di cavallo e di cervo della Valtellina, il lonzino invecchiato in grotta della Puglia e il capocollo e la ‘nduja calabresi. In più torta sbrisolona, crostatine e dolci per celiaci».

Il “Limbosco” ha una cantina davvero raffinatissima, grazie alla consulenza dell’enologa varesina Alessandra Puggioni, sommelier di terzo livello. «Anche con i vini giriamo idealmente l’Italia, con il prosecco di Asolo, il vermentino di Toscana, il lambrusco di Sorbara fermentato in bottiglia, il Fiano di Salerno, il barolo di Alta Langa e l’amarone della Valpolicella», dice Jacopo.

«Nel nostro locale, che conta 22 posti a sedere in serra e altri 12 esterni, proponiamo un aperitivo diverso dal solito, rivolto ad una clientela curiosa e raffinata, dai trent’anni in su, professionisti soprattutto: lo abbiamo scelto volutamente lontano dalla movida cittadina. È un luogo dove rilassarsi e gustare specialità di livello con vini non soliti, in accostamenti studiati con cura. In primavera aumenteremo i tavoli occupando anche il cortiletto retrostante la serra, e anche in questo caso arrederemo con materiali di recupero. Amici e parenti ci hanno regalato gli oggetti esposti nel locale ma anche i piatti e i bicchieri, abbiamo anche un tavolo appartenuto a mio nonno», prosegue Jacopo.

«Il nostro sogno è diventato realtà anche grazie al fondo statale che ci ha fornito l’80 per cento dell’importo che serviva per partire. Stella ci ha messo i soldi del suo tfr e io qualcosa di mio aiutato anche da papà. Io mi occupo della scelta dei cibi e servo ai tavoli, Stella è alla cassa e in sala e Alessandro Tasca ci dà una mano con i cocktail e le bibite».

Al “Limbosco” ci sarà presto una novità, il book sharing: «Apriremo il pomeriggio per dare la possibilità a chi lo vorrà di scambiare libri, ma anche quella di fermarsi nel locale a leggere e bere un buon bicchiere di vino o un caffè in santa pace».

In Vicolo Canonichetta Varese diventa una piccola Montmartre, e in un’epoca in cui la velocità e la superficialità dominano un po’ ovunque, la rassicurante presenza di una vecchia serra illuminata ci riporta a tempi più quieti, dove lo stare insieme è ancora un gioco di sguardi e di parole, davanti a un calice di rosso che apre la porta ai sogni.

Mario Chiodetti

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