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Lettere | 04 dicembre 2021, 16:36

LETTERA. «Assembramenti al centro tamponi di viale Borri. Ho fatto un esposto alla polizia»

Un lettore ci ha scritto per segnalarci quanto accaduto questa mattina al centro tamponi dell'ospedale di Varese. Pubblichiamo la sua lettera integralmente

LETTERA. «Assembramenti al centro tamponi di viale Borri. Ho fatto un esposto alla polizia»

Aumentano ancora i casi di Coronavirus in provincia di Varese e sempre più alta è la richiesta dei tamponi in tutto il territorio. Una mole di test sempre maggiore che sta inevitabilmente creando in alcuni casi criticità. Un lettore ci ha scritto per segnalarci quanto accaduto questa mattina al centro tamponi dell'ospedale di Varese. Pubblichiamo la sua lettera integralmente.

Buongiorno direttore,

questa mattina mi sono presentato al centro tamponi dell’Ospedale del Circolo, ingresso Viale Borri, perché dopo 10 giorni di quarantena per positività al Covid, mio figlio aveva l’esame per poter tornare a scuola. L’appuntamento era alle 10.06 ma siamo arrivati con un po’ di anticipo.

Ci siamo trovati da subito in sala d’attesa con diverse persone, in una situazione già un po’ caotica ma che direi ancora “tollerabile”. Di lì a poco, invece, la sala d’attesa - non certo ampia - si è riempita: eravamo circa 50 persone in uno spazio (troppo) piccolo. Eravamo di certo “assembrati”, insomma. Già in una situazione diversa saremmo stati troppi, figuriamoci in questo periodo in cui l’emergenza sta tornando a farsi sentire. Vi allego una fotografia.

Solo una persona, un’infermiera, era addetta a chiamare le persone e non eravamo solo il gruppo in attesa del tampone, ma anche le persone per l’accettazione del ricovero per Covid. All’ingresso non c’era alcun controllo e qualche anziano, probabilmente dimenticandosene, è entrato anche senza mascherina.

Diverse persone hanno iniziato a lamentarsi, riferendosi ai tanti controlli che ci sono ovunque - ristoranti e locali, eventi... - per poi trovarsi invece in una situazione del genere proprio in ospedale dove ci si aspetterebbe ben altra organizzazione.

Quando la situazione ha cominciato a “irrigidirsi”, perché tra le persone c’era frustrazione, ma dico anche paura, ho fatto due cose: per prima cosa ho interpellato la guardia giurata, che a quel punto ha iniziato a fermare le persone all’esterno creando la fila. Dentro eravamo comunque troppi e così ho chiamato la Polizia, chiedendo di intervenire poiché ritenevo, e ritengo, fossimo una situazione di pericolo. Telefonicamente mi hanno indirizzato al presidio interno all’Ospedale, dove ho fatto un esposto.

Visto il momento che stiamo vivendo, con la curva dei contagi che torna pericolosamente a crescere, ci voglia maggiore (anzi, ben altra) organizzazione. Soprattutto, e prima di tutto, in Ospedale.

Roberto G.

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