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Territorio | 01 dicembre 2021, 17:50

Paolo Galvaligi ha donato al Comune di Brinzio la Medaglia d'Oro del padre Enrico Riziero

La targa che contiene il riconoscimento conferito 11 anni fa dal presidente Napolitano alla memoria del generale ucciso dalle Br, è ora custodita nell'ufficio del sindaco: «Un gesto di grande sensibilità e amore per il paese»

Paolo Galvaligi ha donato al Comune di Brinzio la Medaglia d'Oro del padre Enrico Riziero

Paolo Galvaligi, figlio del generale dei carabinieri Enrico Riziero Galvaligi, ucciso nel 1980 dalle Brigate Rosse, ha donato al Comune di Brinzio la Medaglia d'Oro conferita al padre, alla memoria, undici anni fa dall'allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. 

La teca con la Medaglia è ora custodita nell'ufficio del sindaco Roberto Piccinelli che pochi giorni fa ha guidato le celebrazioni di ricordo del generale ucciso e che era molto legato a Brinzio come del resto tutta la sua famiglia.

«Un gesto di grande sensibilità e amore per il paese» il commento dell'amministrazione comunale.

Enrico Riziero Galvaligi era nato a Solbiate Arno l'11 ottobre 1920 ed è morto a Roma il 31 dicembre del 1980 ucciso dalle Brigate Rosse. Suo padre, Paolo, era un operaio e aveva sposato una donna di Brinzio, dove anche il futuro generale ritornò dopo la guerra, iniziando a operare da partigiano. 

Stabilitosi a Brinzio, Riziero conobbe Federica Bergami che sposò nel dopoguerra; da lei avrà Paolo, anch'egli divenuto in seguito un ufficiale dei Carabinieri. Durante tutto l'arco della sua vita il generale Galvaligi ebbe un rapporto speciale con Brinzio: nella sua casa di via Vittorio Veneto veniva a trascorrere i momenti di riposo. Tutti i brinziesi che ne hanno un ottimo ricordo.

Amico del generale Dalla Chiesa, Galvaligi lavorò in tutta Italia, coordinando anche la sicurezza nelle carceri di massima sorveglianza; il 31 dicembre del 1980, Galvaligi fu ucciso nell'androne del palazzo dove risiedeva a Roma, da due terroristi delle Brigate Rosse.

I funerali furono celebrati in forma pubblica a Roma, alla presenza delle massime autorità politiche e militari dello Stato; il rito privato si tenne invece alla chiesa dei Santi Pietro e Paolo di Brinzio e le spoglie del generale riposano nel cimitero del piccolo paese, dove, nella piazza, si trova anche un monumento di bronzo a lui dedicato. 

 

M. Fon.

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