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Basket | 30 novembre 2021, 18:31

«Oggi è come se tutta Varese fosse andata a canestro»

Presentato ufficialmente il progetto di riqualificazione e completamento del Lino Oldrini di Masnago: «È un giorno storico per la nostra città». Nel nuovo terzo anello il Museo del basket lombardo, un bar-ristorante e gli uffici del club. E poi 500 posti in più e una nuova veste anche esterna. Le tempistiche? 18 mesi da oggi

«Oggi è come se tutta Varese fosse andata a canestro»

Tre nuovi livelli, ricavati sul lato ovest dell’impianto: lì sorgeranno il Museo della pallacanestro della Lombardia, gli uffici del Club e un bar-ristorante con vista doppia, una sulle bellezze del nostro territorio (Monte Rosa e Sacro Monte), l’altra diretta sul campo. 

E poi ascensori per una piena accessibilità, terrazze e arredi esterni e nuove strutture per migliorare la fruizione degli spettatori, degli addetti ai lavori e di quelli alla sicurezza. Non mancano 500 posti in più, ricavati sopra l’attuale curva nord.

Ma non è finita: via anche all’efficientamento energetico e a spazi polifunzionali. E, in futuro, pure all’implementazione dell’acustica e dell’illuminazione.

Questo sarà in sintesi il nuovo Lino Oldrini (qui il video con l'anteprima di come sarà l'opera finita, all'interno e all'esterno). Ammirabile da sportivi e cittadini fra quelli che ragionevolmente saranno 18 mesi, dei quali almeno sei passeranno tra esecutività del progetto e presentazione del bando

Novità vere? Nessuna, in realtà: sono quasi due anni che si parla dell’ampliamento e della riqualificazione di una delle case del basket più rinomate e vincenti d’Europa. Ma questo 30 novembre rimane storico comunque e gli astanti alla conferenza stampa non hanno lesinato di sottolinearlo. Perché? Perché ora si parte davvero. 

Nelle ultime settimane sono arrivati il sì del Coni (passaggio fondamentale e non così scontato nelle tempistiche) e la conferma del finanziamento regionale, i 2 milioni di euro che serviranno a mettere in pratica le brillanti idee architettoniche di Elena Brusa Pasqué, Riccardo Aceti e del Gruppo Trenta, la “squadra fuori campo” che ha immaginato il palazzetto del terzo millennio.

Casa di una società che allo stesso modo può guardare avanti: «Si tratta di un giorno storico per noi - ha esclamato il presidente della Pallacanestro Varese Marco Vittorelli - Il palazzetto rinnovato è fondamentale per lo sviluppo della nostra società insieme ai progetti che porteremo avanti con Luis Scola. Con questi lavori il Lino Oldrini si adeguerà a massimi standard richiesti a livello italiano ed europeo».

«Mettiamo mano a un luogo sacro e conosciuto ovunque, proprio perché ovunque è conosciuto il basket varesino - gli fa eco Stefano Malerba, assessore allo Sport di un Comune di Varese proprietario che sarà protagonista, oltre che di tutte le procedure riguardanti bando e lavori, anche del reperimento delle risorse per estendere il progetto - Oggi un palazzetto deve vivere anche di servizi».

Ed è proprio questo uno dei punti fondamentali: da semplice campo per giocare e fruire la pallacanestro, “Masnago” diventerà un punto di riferimento cittadino e regionale aperto 7 giorni su 7, dal mattino alla sera. «Qui si potrà fare attività sportiva ma anche culturale» sottolinea lo stesso Luis Scola.

I lavori inizieranno con il primo lotto, l’unico (su sette totali) per ora finanziato, con il “ringraziamento” che non può che andare alla Regione: «È come se avessimo anticipato i soldi del PNRR - spiega Antonio Rossi, assessore allo Sport del Pirellone - E si tratta di soldi ben spesi, grazie ai quali potremo venire incontro alle esigenze della città e della Pallacanestro Varese, anche in termini di autofinanziamento».

L’ultima a prendere parola in ordine di tempo, ma non di importanza, è l’architetto Elena Brusa Pasqué. Per lei la “rinascita” in programma è una questione di famiglia: suo padre Sergio, del quale da 31 anni porta avanti studi e professione, è stato tra i fondatori nel 1945 della Pallacanestro Varese e soprattutto il progettista “dell’astronave” che nel 1964 dotò Varese di una casa adeguata alle sue ambizioni cestistiche e che oggi - in un meraviglioso filo intrecciato da destino ed eventi - va a completarsi: «Avremo tra le mani un luogo di sport, cultura e memoria - afferma mentre illustra le slide del rendering - sul quale gettiamo uno sguardo nuovo, qualitativo e non più numerico. Oggi è come se avessimo fatto canestro tutti».

F. Gan.


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