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Calcio | 23 novembre 2021, 09:06

«Perché i giocatori del Varese rimangono solo nomi sul tabellino e non posso ascoltare la loro voce e le loro storie?»

Lettera in redazione di un tifoso biancorosso: «Il mondo si apre alla comunicazione, ma io dei miei giocatori, ragazzi prima che giocatori, non vedo traccia al di là delle cronache della domenica. Non importa la categoria ci siamo detti, ma le persone: ma se non possiamo conoscerle...»

Il sorriso di Mamah e Minaj dopo la vittoria di Bra: sarebbe bello poterli anche conoscere e raccontare le loro storie alla città (foto Ezio Macchi)

Il sorriso di Mamah e Minaj dopo la vittoria di Bra: sarebbe bello poterli anche conoscere e raccontare le loro storie alla città (foto Ezio Macchi)

Gentile redazione,

Sono un ragazzo trentenne tifoso del Varese. Mi sono appassionato a questa squadra, come un po' tutta la mia generazione, negli anni d'oro del Varese di Neto, Corti, Zecchin... di Sogliano, Sannino e poi Maran.

Da allora, pur lontano fisicamente per motivi di lavoro,  sono rimasto legatissimo ai colori biancorossi e seguo settimanalmente la nostra nuova avventura in serie D. Tante delusioni in questa stagione e mezzo ma anche tanta gratitudine per chi ci ha permesso di tornare ad avere una squadra fra i professionisti.

Mi rivolgo a voi perché negli anni avete saputo raccontare gioie e dolori dei nostri colori, facendoci conoscere i protagonisti: la simpatia di Zecchin, la classe anche fuori dal campo di Neto, l'ironia di Sannino, le promozioni e le retrocessioni... potrei andare avanti per righe e righe. Chi sono i giocatori di quest'anno? Oltre ai nomi che leggo nelle vostre cronache, ci sono storie, emozioni che vorrei leggere.

Vorrei conoscere meglio i ragazzi che difendono i colori che amo, vorrei sentirmi più vicino a loro quando scendono in campo, vorrei condividere con loro i momenti belli e le sconfitte. Vorrei sentirmi parte di questa nuova storia.

Perché non posso ascoltare la voce di Trombini che mi racconta le sue emozioni dopo il rigore parato al Sestri e le parate miracolose di Bra? Perché non posso ascoltare Disabato, che da anni inseguivamo e finalmente è tornato a casa?

Non importa la categoria ci siamo detti, ma le persone.

Ecco io questi ragazzi non li conosco. Sono solo nomi che leggo durante le cronaca della partita (anzi a volte devo controllare il tabellino perché non ricordo se giocano per noi o contro di noi).

Il mondo si apre alla comunicazione, ma io dei miei giocatori, ragazzi prima che giocatori, non vedo traccia.

Mi sono dilungato troppo, andrò a vedermi l'intervista di Diletta Leotta a Koulibaly su Dazn.
Un trentenne tifoso del Varese

La nostra risposta

Gentile tifoso biancorosso, VareseNoi è a disposizione sua e dei tifosi ed è qui proprio e "solo" per questo, cioè per fare da collante tra squadra-società e città, unendo le prime alla seconda, e viceversa.

Giriamo la sua gentile richiesta al club biancorosso e attendiamo di poterla esaudire al più presto come è sempre accaduto, al di là delle cronache, delle pagelle, dei commenti e delle ovvie e scontate conferenze stampa.

La forza di questa squadra e della società, da quando la raccontiamo e cioè dai tempi del direttore Stefano Capozucca, è sempre stata la familiarità, l'umanità, la possibilità di tifosi e giornalisti di poter toccare e parlare con i giocatori, la vicinanza, il confronto anche franco, gli aneddoti, la complicità, le diverse opinioni, la capacità di spiegare sempre le decisioni prese e anche quella di chiedere scusa, se e quando si sbaglia, da parte di tutti, noi per primi.

Ma perché tutto ciò avvenga, non ci possono essere steccati invalicabili tra "loro" che vanno sul campo e "noi" che, come lei caro tifoso, soffriamo, purtroppo, da fuori e non dentro quella che alla fine dovrebbe essere, anzi è, la stessa famiglia biancorossa.
Andrea Confalonieri

 

Redazione


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